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Imu 2013 deve cambiare su prima casa, seconda casa, aziende, terreni per evitare aumento iva

Blocco aumento Iva: è polemica. La situazione



Per bloccare l’aumento di un punto percentuale dell’Iva, dal 21 al 22%, ormai pronto a scattare dal primo ottobre, l’unica soluzione sarebbe fare un passo indietro sulla cancellazione totale dell’Imu 2013 su prime case e terreni agricoli, nonché ritocchi sui pagamenti della tassa su seconde e terze case, negozi, capannoni e aziende.

Si tratta di ipotesi su cui, però, il governo sembra bloccato, a causa della crisi interna all’esecutivo determinata dalla richiesta di decadenza di Silvio Berlusconi.

Le conseguenze che ne potrebbero derivare, con il Pdl che minaccia da tempo la caduta del governo, potrebbero far slittare ogni riforma del welfare e questo farebbe sprofondare in un’ennesima crisi. E scoppia la polemica sulle eventuali misure da attuare.

Secondo Renato Brunetta, presidente dei deputati del Pdl, “Gli accordi di maggioranza prevedevano che non aumentasse l'Iva a ottobre, e così sarà. Altrimenti non ci sarà più la maggioranza. Gli impegni del presidente del Consiglio Enrico Letta nel discorso su cui ha ottenuto la fiducia delle Camere lo scorso 29 aprile erano chiari 'rinunciare all'inasprimento dell'Iva', 'superare l'attuale sistema di tassazione della prima casa', 'generale riduzione del costo del lavoro e del peso fiscale'. Provvedimenti complementari l'uno all'altro e non alternativi”.

Anche secondo il viceministro all'Economia Stefano Fassina “L'aumento dell'Iva dal primo ottobre peserebbe negativamente sull'economia. Non c'è dubbio. Va evitato”.

Ma, ammette 'non vi sono gli spazi di finanza pubblica per affrontare entro la fine dell'anno Iva, Imu, cassa integrazione in deroga, missioni internazionali e interventi per rispettare il limite del 3% di deficit sul Pil”.

Per Fassina bisogna dunque scegliere: “Per rinviare l'aumento dell'Iva, rivediamo l'intervento sull'Imu confermiamo la cancellazione per il 90% dei proprietari e lasciamo contribuire il 10% delle abitazioni di maggior valore. Recuperiamo così due miliardi di euro”.

Ma il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, ribadisce: “Dal primo ottobre l'Iva aumenterà perché non ci sono alternative.  Perché non si può sforare il vincolo del 3 per cento del deficit, perché è già previsto dalla legge”. E minaccia le dimissioni.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il