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Pensioni vecchiaia e anzianità Governo Letta: nuove dichiarazioni da parte di diversi politici

Ancora aperta la partita sulle pensioni: le posizioni



E’ uno dei nodi di cui si discute da mesi e che sta creando non poche discussioni e polemiche: è la questione pensioni. Da tempo si parla di eventuali modifiche all’attuale sistema pensionistico voluto dall’ex ministro Fornero ma che ha generato non pochi problemi, dagli esodati ai pensionandi di Quota 96, alla necessità di pensare a regole ad per precoci, usuranti e donne, perché secondo molti equiparare l’età pensionabile tra uomini e donne, fissata a 66 anni, è stata un’ingiustizia.

E mentre tutto in realtà tace, considerando che non si parla di pensioni nella prossima Legge di Stabilità di ottobre, continuano le discussioni in merito fra le forze politiche.

Il primo a farsi risentire, qualche giorno fa, è stato Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera, che è tornato ad auspicare interventi in tempi brevi sulle pensioni.

Prima ha spiegato che “La scelta di tagliare l'Imu anche ai cittadini più ricchi si è dimostra ancora una volta inopportuna perchè le risorse che si renderanno necessarie per toglierla a tutti sono superiori ai quattro miliardi di euro. Una cifra che cancella, nei fatti, la possibilità di fare altri interventi di spesa di un qualche significato”.

E poi: “Come Partito democratico indichiamo da tempo come sia prioritario nella prossima legge di Stabilità attuare interventi sulle pensioni e sulla cassa integrazione in deroga”.

Matteo Renzi, sindaco di Firenze e aspirante candidato premier sostenuto dal centrosinistra, si dice poi favorevole all'aumento dell'età pensionabile “in un Paese che vive 20 anni in più rispetto al passato”, ma apre anche all'uscita anticipata per determinate categorie di lavoratori, come quelli precoci e usuranti.

E mentre il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, torna a parlare di salario minimo per coloro che sono in difficoltà economica e indicizzazione delle pensioni più alte, Renato Brunetta ritiene invece che “nessun ulteriore balzello può essere posto a carico di questa o di quella categoria di pensionati.

Qualsiasi intervento non può aggirare i parametri giuridici fissati dalla recente sentenza della Corte Costituzionale, secondo cui non sono ammissibili misure che non abbiano un contenuto universale. Che non riguardino, cioè, l'intero sistema pensionistico”. E la partita sembra, dunque, ancora aperta.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il