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Pensioni donne e uomini Governo Letta:si continua a discutere su possibili cambiamenti

Come potrebbero cambiare le pensioni ed eventuali modifiche: tutto ancora in discussione



Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera, continua a chiedere un cambiamento sulla questione pensioni e torna anche ad auspicare interventi in tempi brevi sulle pensioni, perché ritiene “sia prioritario nella prossima legge di Stabilità attuare interventi sulle pensioni e sulla cassa integrazione in deroga”.

Anche se, al momento, nulla appare sulle pensioni nella prossima Legge di Stabilità che dovrebbe ormai arrivare ad ottobre. Probabilmente verranno inseriti in extremis interventi specifici per determinate categorie di lavoratori, come i precoci e gli usuranti ma nulla di più, si pensa, al momento.

E se l’ipotesi in discussione più accreditata di modifica all’attuale sistema pensionistico era, fino a qualche tempo fa, quella avanzata dallo stesso Damiano, che prevede un sistema di uscita dal lavoro più flessibile, accompagnato da un meccanismo di penalizzazioni e incentivi, a seconda dell’età in cui si decide di andare in pensione rispetto all’attuale soglia dei 66 anni, oggi tutto sembra tacere.

Il ministro Giovannini fino a qualche giorno fa assicurava interventi mirati alle modifiche, poi ha proposto il cosiddetto prestito statale per permettere di andare in pensione prima, oggi parla di reddito minimo, anche per gli eventuali nuovi esodati. Ma le posizioni sono controverse.

Se Matteo Renzi, sindaco di Firenze e aspirante candidato premier sostenuto dal centrosinistra, si dice poi favorevole all'aumento dell'età pensionabile, disponibile, però, anche all'uscita anticipata per determinate categorie di lavoratori, come quelli precoci e usuranti, pomo della discordia sarebbero al momento i prelievi sulle cosiddette pensioni d’oro.

C’è chi ritiene possa essere un buon intervento per recuperare risorse senza colpire chi nell’assegno previdenziale riceve decisamente poco, ma c’è anche chi, come Renato Brunetta, ritiene invece che “nessun ulteriore balzello può essere posto a carico di questa o di quella categoria di pensionati.

Qualsiasi intervento non può aggirare i parametri giuridici fissati dalla recente sentenza della Corte Costituzionale, secondo cui non sono ammissibili misure che non abbiano un contenuto universale”.

Il presidente della Commissione Lavoro del Senato ed ex ministro Pdl Maurizio Sacconi non ha intenzione di attuare cambiamenti perché “Il problema non è colpire chi è già in pensione ma tutelare chi la pensione rischia di non averla”. 

Yoram Gutgeld, deputato Pd, sostiene invece l’idea di “Abbassare le pensioni alte, sopra 3.500 euro lordi mensili, e non coperte da sufficienti contributi”. L’idea di Gutgeld è che “rinuncino a una piccola parte del privilegio finora ottenuto”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il