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Decreto pubblica amministrazione 2013: assunzioni precari e concorsi da rifare per Governo Letta

Decreto P.A: parere favorevole ma necessarie modifiche



E’ stato approvato lo scorso 31 agosto il decreto salva precari delle P.A. che riporta misure finalizzate alla riorganizzazione e stabilizzazione della pubblica amministrazione, che mirano soprattutto a limitare l’uso delle forme flessibili di lavoro nelle pubbliche amministrazioni, a valorizzare le procedure di mobilità e favorire l’immissione in servizio di vincitori e idonei utilmente collocati nelle graduatorie di concorso.

Ma ora sembra che l’intero impianto di tale decreto dovrà essere rivisto. La commissione Lavoro del Senato giovedì ha approvato col voto di tutti i partiti della maggioranza e con l'astensione del Movimento 5 stelle il parere sul decreto 101. Parere formalmente favorevole a patto, infatti, che il provvedimento venga modificato.

In discussione, per esempio, le assunzioni facili a discapito dei concorsi pubblici aperti a tutti e dell'efficienza gestionale. I posti liberi, secondo la Commissione, andrebbero coperti innanzitutto spostando il personale già in servizio.

In discussione anche l'aumento dei contratti a termine, che gonfierebbe il bacino dei precari, circa 250 mila, di cui 134 mila nella scuola. La commissione rileva, infatti, una contraddizione tra le sanzioni ai dirigenti che ricorrono a nuovi contratti a termine e la disposizione del decreto che prevede la rinnovabilità dei contratti in corso fino al 2015.

Secondo la commissione, inoltre, il decreto subordina la stabilizzazione dei precari al fatto che ci siano posti vacanti e disponibilità finanziarie e questo fa ‘prevedere che le immissioni in ruolo effettive saranno in numero assai limitato’, ma aggiunge che è comunque ‘fuorviante alimentare l'idea che questi precari debbano essere assorbiti esclusivamente nel settore pubblico’.

Altra modifica è sul depotenziamento delle norme vigenti sulla mobilità dei dipendenti pubblici. Le sanzioni a carico dei dirigenti che non rilevano le eccedenze di organico e avviano le procedure di mobilità per gli esuberi, si legge nel parere, sono ‘rimaste totalmente disapplicate, al centro e in periferia’.

Secondo la commissione, l'autorizzazione a nuove assunzioni dovrebbe essere subordinata alla verifica che i posti richiesti non si possano coprire attraverso la mobilità.

In questo senso il parere bipartisan boccia anche le 120 assunzioni previste per l'Agenzia per la coesione territoriale istituita dal decreto. La commissione boccia inoltre, in merito ai concorsi, la norma che riserva ai precari il 50% dei posti messi a concorso.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il