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Pensioni Governo Letta ultime notizie: modifiche possibili. Facciamo il punto

Possibili ancora modifiche alle pensioni? Le ipotesi e le novità su alcune categorie



Si spera possano arrivare per ottobre, con la prossima legge di Stabilità, le modifiche di cui tanto si discute ormai da troppo sull’attuale sistema pensionistico, ma tutto sembra tacere al momento, nonostante in esse siano contenute le cosiddette ‘urgenze sociali’ del nostro Paese. Esodati in primis.

In Italia, infatti, come del resto in molti altri Paesei europei, il futuro pensionistico crea timori e paure, da tempo si pensa a modifiche che dovrebbero intervenire per rendere innanzitutto più flessibile il sistema di uscita dal lavoro, nonché sciogliere una volta per tutte l’ingarbugliato nodo degli esodati.

Slittate prima ad agosto e poi a settembre, ed ora non si sa, tra rassicurazioni e promesse, le pensioni restano ancora al centro dell’attenzione, anche se nell’esecutivo non si muove nulla.

E mentre c’è chi richiede vengano formulate regole ad hoc per i lavoratori precoci ed usuranti,  per le donne, per le quale equiparare l’età pensionabile a quella degli uomini, attualmente fissata a 66 anni, è stata una vera e propria ingiustizia, Cesare Damiano del Pd torna ad insistere perché al più presto il governo si muova in merito.

Ed è proprio sua la proposta di cambiamento più discussa. Questa prevede la possibilità per il lavoratore di uscire prima rispetto all’attuale soglia, a fronte di penalizzazioni.

Il lavoratore potrebbe, infatti, andare in pensione a 62 anni, con 35 anni di contributi ma con penalizzazioni graduali. Secondo lo schema proposto Damiano la riduzione sarebbe del 2% dell'importo per ogni anno di anticipo in cui si lascia.

Questo piano prevede, però, anche incentivi, nella stessa misura 2% per ogni anno di ritardo in cui si va in pensione, fino alla soglia massima dei 70 anni. Questa proposta si propone di risolvere il problema esodati, modificando la riforma previdenziale dell'ex-ministro Fornero, che ha innalzato l'età del pensionamento, rischiando di lasciare senza lavoro e senza pensioni migliaia di persone.

Qualche giorno fa anche Matteo Renzi è tornato a farsi sentire e, in occasione della festa del Pd che si è tenuta a Torino, rispondendo a domande sulle eventuali modifiche all’attuale sistema pensionistico, il sindaco di Firenze ha detto: “In un paese in cui si vive 20 anni in più rispetto al passato credo sia naturale che si lavori qualche anno in più, poi però bisogna vedere come”, ribadendo, dunque, la possibilità di rimanere a lavoro più a lungo, ma con differenziazioni di età, per esempio, tra uomini e donne, come tra categorie di lavoratori.

Secondo Renzi, infatti, “Se uno sta in miniera va differenziato da chi sta in politica, anche se i politici sono sempre gli ultimi ad andare in pensione”.

Ma, mentre le forze politiche continuano a discutere su eventuali modifiche all’attuale sistema pensionistico, il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, ha affermato che non ci sarà alcuna proroga del blocco delle indicizzazioni per le pensioni superiori tre volte al minimo decretato dal governo Monti per il biennio 2012-2013.

Il prossimo anno, dunque, gli assegni previdenziali torneranno ad essere rivalutati secondo l’andamento dell’inflazione e la correlazione sarà garantita, come già stabilito per il 2014 dalla legge di Stabilità dello scorso anno, per tutte le pensioni fino a sei volte il minimo, dunque al momento (al netto di rivalutazioni) fino a 2.886 euro lordi al mese.

Cambiano, intanto, le pensioni di sportivi, cantanti, ballerini, lavoratori marittimi, poligrafici delle aziende: per queste categorie di lavoratori sono, infatti, aumenti d’età per l’uscita dal lavoro.

In particolare, per gli iscritti al Fondo lavoratori dello spettacolo-gruppo ballo il requisito di età pensionabile passa dai 45 attuali ai 46. L'adeguamento è previsto per il 2022: gli uomini andranno in pensione a 53 anni mentre le donne passeranno da 49 a 53 anni.

L'adeguamento, previsto sempre per il 2022, sarà molto graduale per le attrici, un anno ogni due, e gli permetterà di raggiungere l'età pensionabile degli uomini. I cantanti, invece, andranno in pensione a 61 anni, da gennaio, mentre le donne passeranno da 57 a 61 sempre entro il 2022.

Per i lavoratori marittimi addetti al servizio di macchina si passerà dagli attuali 20 anni di effettiva navigazione e 55 di età a 20 anni di effettiva navigazione e 56 anni di età; per i poligrafici delle aziende in crisi, dal prossimo gennaio, si passerà da 32 a 35 anni il requisito contributivo necessario per il ritiro anticipato, che salirà ancora a 36 anni nel 2016 e 37 anni nel 2018.

Gli sportivi, invece, dovranno lavorare qualche anno in più prima di raggiungere l'età pensionabile.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il