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Iva: aumento. Blocco possibile Governo Letta con modifiche iva e tasse su alcuni prodotti

Bloccare aumento Iva necessario per non mettere in ginocchio l’economia italiana: la situazione



Rimodulare il pagamento dell’Imu e alzare le accise su sigarette, alcol e carburanti per evitare l’aumento di un punto percentuale dell’aliquota Iva dal 21 al 22%, che dovrebbe ormai scattare dal prossimo primo ottobre.

Il premier Enrico Letta ha deciso che l'aumento dell'Iva dal 21 al 22% sarà bloccato fino al 31 dicembre, congelamento che costa un miliardo di euro, e, avverte il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, “per correggere lo scostamento dello 0,1% (attualmente il rapporto è al 3,1%) occorre trovare un altro miliardo e 600 milioni di euro da qui a fine anno”.

Il problema è che l’aliquota Iva del 21% toccherebbe diversi beni di consumo e di servizi, dagli alimentari, all’abbigliamento, agli elettrodomestici, ed è evidente che il rialzo anche di un solo punto percentuale rappresenterebbe un vero e proprio salasso per le tasche dei consumatori, con la conseguenza di mettere ancor più in ginocchio i consumi già crollati.

Secondo la Cgia di Mestre, se in termini assoluti saranno i redditi elevati a subire l’aggravio più pesante, l’aumento Iva finirà così per pesare “maggiormente sulle retribuzioni più basse e meno su quelle più elevate. A parità di reddito i nuclei familiari più numerosi subiranno gli aggravi maggiori'.

Molti, dunque, sottolineano la necessità di trovare un modo per evitare l’aumento Iva, che potrebbe provocare un effetto a catena deleterio per l’intero sistema Italia. E per farlo sarà anche necessario rivedere la tassazione sugli immobili e la reale possibilità di cancellarla sulle prime case e i terreni agricoli.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il