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Pensioni donne e uomini tra conferme e smentite. Facciamo il punto situazione

Possibili modifiche per pensioni donne? Cosa potrebbe cambiare



Equiparare l’età pensionabile fra uomini e donne, attualmente fissata ai 66 anni, ha rappresentato per molti un’ingiustizia sociale. Secondo il segretario del Pd, Guglielmo Epifani, non è stato giusto 'l'innalzamento dell'età pensionabile uguale per uomini e donne che si è realizzato con la riforma.

Se rimetteremo mano alla flessibilità dell'età pensionabile servirà maggiore attenzione alla complessità della condizione della donna”. L'assessore dell'Emilia Romagna alle Pari opportunità, Donatella Bortolazzi, già tempo fa aveva detto che “La pensioni vanno cambiate.

Non si possono penalizzare i lavoratori, soprattutto le donne, toccando in particolare chi è stato a casa dal lavoro per farsi carico dell'assistenza di bambini e altri familiari”.

Ed ora anche il sindaco di Firenze, Matteo Renzi ha parlato di un’ipotetica differenziazione di età per l’uscita dal lavoro fra le diverse categorie di lavoratori e ritiene che si possano chiedere interventi sulle pensioni d'oro per dare una mano ai giovani e al lavoro.

E si spera che eventuali modifiche in merito, cioè per usuranti, precoci e donne, possano rientrare nella Legge di stabilità di ottobre. Il motivo è sempre quello che aver reso paritaria anagraficamente l’uscita dal lavoro di uomini e donne è stato discriminante.

Prima della riforma Monti, i requisiti per andare in pensione erano legati esclusivamente all'età anagrafica (pensione di vecchiaia) o ad una combinazione di età anagrafica ed anzianità contributiva (pensione di anzianità).

Ora l’età minima per andare in pensione, che per decenni è stata di 60 anni per le donne e di 65 per gli uomini, è cambiata ed è stata equiparata per uomini e donne dipendenti a 66 anni, mentre se si tratta di lavoratori autonomi, l’età è di 63 anni e 6 mesi per le donne e 66 anni e 6 mesi per gli uomini.

Questa età diventerà gradualmente, per tutti, 67 anni e 2 mesi, nel 2021, senza distinzioni di sesso o di ambito lavorativo. Poi subirà degli adeguamenti ogni due anni, in base alle variazioni della speranza di vita.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il