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Elezioni Germania 2013: vince la Merkel. Cosa cambia per Unione Europea e conseguenze per Italia

E’ trionfo per la cancelliera Merkel alle elezioni: un esempio per l’Italia?



Trionfa di nuovo in Germania la cancelliera Angela Merkel, che è riuscita a trascinare la Cdu-Csu oltre la barriera del 40%, traguardo che il partito non toccava da 20 anni, strappando il 41,5% dei voti, pur senza raggiungere la maggioranza assoluta.

Si profila, dunque, un governo di larghe intese, e i primi interlocutori saranno i socialdemocratici della Spd, secondo partito del Paese con il 25,7%. Fuori anche il nuovo movimento anti-euro, Alternative für Deutscheland (Afp), nato nella scorsa primavera che, però, ha raccolto il 4,7% dei consensi, poco meno del 5% necessario per essere rappresentato nella camera bassa del Parlamento.

La prima donna cancelliera della Bundesrepublik viene, dunque, confermata per un terzo mandato ed entra così nella ristretta galleria dei 'grandi' cristiano democratici che vantano lo stesso primato: Konrad Adenauer e Helmut Kohl. Per l'Unione è il miglior risultato dall'Unificazione tedesca nel 1990.

La vittoria della Merkel non dovrebbe rappresentare grandi svolte e cambiamenti nella politica tedesca, come europea perseguita dalla cancelliera, se non confermare le strategie e gli obiettivi più volte ribaditi.

Ma le larghe intese a Berlino potrebbero diventare un punto di riferimento e di riflessione per tutta la politica italiana. La coalizione tedesca, infatti, tra due partiti lontani potrebbe indicare una strada virtuosa e molto riformatrice, certamente imposta ma meritevole di nascere per il buon futuro e la crescita del Paese.

Obiettivo che sicuramente la cancelliera non mancherà di perseguirà. E l’esempio del nuovo governo tedesco in costituzione  è tutto il contrario di ciò che sta avvenendo nel nostro Belpaese, dove la tenuta del governo viaggia sul filo del rasoio di battute e risposte tra schieramenti politici e leader.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il