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Pensioni donne e uomini Governo Letta: incontri con sindacati al via. Modifiche possibili.

Donne in pensione prima: le richieste al governo su modifiche pensioni



I sindacati chiedono al governo di agire con misure necessarie su carico fiscale su lavoro e tasse nella prossima Legge di Stabilità di ottobre. Ma non solo: chiedono norme ad hoc per quelle categorie particolare di lavoratori, come i precoci e i lavoratori usuranti, così come la possibilità di andare in pensione prima, a 60 anni per le donne e 62 per gli uomini.

Già qualche mese fa, i sindacati avevano chiesto di abbassare l’età pensionabile per le donne a 60 anni invece dei 62 anni e, insieme al PD, una differenziazione tra uomini e donne, perchè equiparare l’età pensionabile tra uomini e donne è stato definito discriminante.

L’assessore dell'Emilia Romagna alle Pari opportunità, Donatella Bortolazzi, ha per esempio affermato che  “Le attuali pensioni vanno cambiata. Non si possono penalizzare i lavoratori, soprattutto le donne, toccando in particolare chi è stato a casa dal lavoro per farsi carico dell'assistenza di bambini e altri familiari”.

Dello stesso parere, il segretario del Pd Guglielmo Epifani che non approva l’equiparazione dell'età pensionabile tra uomini e donne. Per il segretario del Pd, si tratta di “un oltraggio alla differenza sostanziale che c'è tra il lavoro femminile e quello maschile”, posizione condivisa anche da Cecilia Carmassi, responsabile Politiche sociali e Lavoro della Segreteria nazionale del PD, secondo cui “si è operata una profonda ingiustizia”.

Oltre alla Camusso, a chiedere interventi sulle pensioni nella prossima Legge di Stabilità è Nicola Nicolosi della Cgil che auspica “Le pensioni dovranno tener conto che il lavoro di cura e di assistenza familiare, grava quasi interamente sulle spalle delle donne”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il