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Pensioni Governo Letta ultime notizie: assegno più alto, uscita anticipata per alcuni, meno tasse

Le richieste dei sindacati al governo sulle pensioni: cosa vogliono



Meno tasse e uscita anticipata per alcune categorie di lavorati come precoci e usuranti e per le donne, per cui si chiede un’uscita a 60 anni rispetto ai 62 anni per gli uomini.

Mentre il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, chiede di ridurre le imposte sul lavoro e sulle pensioni attraverso un intervento sul cuneo fiscale, Susanna Camusso della Cgil, parla della necessità di risolvere l’ingiustizia nella distribuzione del reddito e la sovrabbondante tassazione sul lavoro dipendente e sulle pensioni e avverte: “Se la Legge di Stabilità non scioglie questo nodo, non si potrà che procedere con la mobilitazione. Senza risultati si deve avviare una stagione unitaria di mobilitazione”.

Cgil Cisl e Uil hanno presentato una lettera al premier Letta per richiamare l’attenzione del governo sulle difficili condizioni di vita della popolazione anziana del nostro paese, fortemente penalizzata negli ultimi anni dal blocco della rivalutazione delle pensioni, dall’aumento di tasse, imposte e tariffe e dai tagli al welfare e ai trasferimenti a Regioni e Comuni.

Le sigle sindacali chiedono al premier “una decisa inversione di tendenza nelle politiche fin qui attuate, garantendo l’indicizzazione delle pensioni all’inflazione e utilizzando la leva fiscale per restituire ai pensionati il potere d’acquisto perso negli ultimi anni”.

Tra le richieste assegni più alti e la necessità di rivedere le norme Fornero di uscita dal lavoro per alcune categorie di lavoratori che, per pesantezza di lavoro svolto o perché hanno iniziato a lavorare prestissimo, non possono andare in pensione a 66 anni, soglia attuale di uscita da lavoro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il