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Pensioni lavori usuranti e precoci Governo Letta: modifiche età uscita e meno tasse da sindacati

Modifiche per precoci e usuranti: le richieste al governo. Le posizioni



Continuano le polemiche sulla cancellazione Imu 2013 su prime case e terreni agricoli e in discussione nel governo è tornato il famigerato blocco dell’aumento Iva, dal 21 al 22%, che dovrebbe scattare dal primo ottobre, ma che tanti vogliono scongiurare.

Di certo c’è che non potranno essere attuate entrambe le misure, per cui bisognerà optare o per la cancellazione della tassa sugli immobili o per il blocco dell’aumento dell’Iva.

Con conseguenze che si profilano disastrose in entrambe i casi perché sia il pagamento della tassa sia l’aumento dell’Iva, che colpirebbe ogni bene e servizio, peserebbe, e non poco, sui contribuenti italiani. In questo quadro sembra però che si stia dimenticando un’altra questione fondamentale, vale a dire quella delle pensioni.

E sono in programma incontri tra sindacati e governo proprio per discutere alcuni nodi principali, a partire dalla necessità di garantire un’uscita anticipata dal lavoro, rispetto all’attuale soglia dei 66 anni, per determinate categorie di lavoratori, come i precoci e colo che hanno svolto o svolgono lavori usuranti, alla richiesta di una tassazione minore sul lavoro.

Le condizioni di impiego di alcune categorie, perché pesanti o perché a lavoro da piccolissimi quasi impediscono il raggiungimento di un’età così alta per poter andare in pensione.

E’ intervenuto in merito Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera, che ha spiegato qualche giorno fa che “La scelta di tagliare l'Imu anche ai cittadini più ricchi si dimostra ancora una volta inopportuna perchè le risorse che si renderanno necessarie per toglierla a tutti sono superiori ai quattro miliardi di euro.

Una cifra che cancella, nei fatti, la possibilità di fare altri interventi di spesa di un qualche significato”. E chiede: “Da tempo indichiamo come sia prioritario nella prossima legge di Stabilità rilanciare lavoro e competitività, insieme agli interventi sulle pensioni e sulla cassa integrazione in deroga”. 

Lo stesso ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, ha promesso di sistemare le questioni che riguardano i diritti di chi ha lavorato in condizioni particolari, e quindi a possibili interventi per i cosiddetti lavori usuranti e per i lavoratori precoci, così come anche per le donne.

Ed anche Matteo Renzi affrontando il tema della pensioni per lavoratori precoci e delle pensioni per chi ha svolto lavori usuranti, ha puntato il dito contro la mancanza di differenziazione nel sistema previdenziale, pur accettando, in sostanza, l'aumento dell'età pensionabile.

Anche Susanna Camusso della Cgil ha ribadito che “il sistema pensionistico va cambiato sulla base di due indirizzi: non ci può essere un'età stabile per tutti e devono invece essere reintrodotti elementi di solidarietà del sistema”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il