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Pensioni ultime notizie Governo Letta: Pd-Pdl d'accordo su modifiche ma esecutivo rischia di cadere

Tensioni governo e modifiche pensioni: se cade esecutivo non si farà nulla



Le tensioni interne stanno portando ad un logorarsi del nuovo governo, con i parlamentari del Pdl decisi a mollare nel caso in cui la decadenza di Silvio Berlusoni venisse approvata, e se questo dovesse effettivamente cadere, anche le più piccole modifiche che si potevano fare, non si faranno nelle prossima Legge di Stabilità che verrà fatta da un esecutivo provvisorio fino alle prossime elezioni.

Il ‘potere’ ad un esecutivo provvisorio o tecnico non metterà sicuramente mano alle modifiche, seppure piccole, auspicate e di cui si è tanto discusso in merito al sistema previdenziale.

Questa situazione sta facendo tremare, soprattutto particolari categorie, come esodati, pensionandi di Quota 96, ma anche lavoratori usuranti, precoci e donne che effettivamente si aspettavano cambiamenti in vista.

Soprattutto perché si tratta di categorie a rischio: gli esodati, per esempio, ad eccezione di coloro che hanno già ottenuto la salvaguardia, e stiamo parlando di 130mila persone tutelati dai tre decreti dell’ex governo Monti, nonostante non tutti abbiano poi in realtà effettivamente ricevuto la pensione, rischiano di rimanere senza lavoro e senza pensione e questa sarebbe una condizione limite da evitare decisamente.

Così tra proposte di nuovi fondi da destinare a questi lavoratori e la proposta del ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, di garanzia di un reddito minimo anche per i nuovi esodati, tutto sembra barcollare nel buio. Infatti, nonostante le forze politiche siano tutti concordi sul fatto che il sistema previdenziale oggi in vigore abbia necessità di essere modificato in qualche sua parte, nessuno si muove, a parte proporre nuove possibilità.

Ma concretamente che si sta facendo? E cosa ci si può aspettare? E Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro alla Camera dei deputati, già depositario di un progetto di legge basato su una maggiore flessibilità in uscita e un sistema di incentivi e disincentivi, rivolgendosi nuovamente al governo ha detto che “Bisogna si renda conto, da subito, che intervenire nella legge di stabilità per correggere il sistema pensionistico, come sarebbe necessario, significa stanziare parecchi miliardi di euro”.

Da qui la richiesta all'esecutivo di convocare una cabina di regia “per distribuire le risorse tra le varie priorità”.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il