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Redditometro 2013: blocco delle lettera dal Garante Privacy e sentenza lo giudica non valido

Redditometro lede la privacy: Garante avvia istruttoria. Continuerà ad essere in vigore?



Primo stop dal Garante della privacy alle Lettere del Redditometro inviate a 35mila contribuenti italiani per cui è emerso uno scostamento del 20% tra reddito dichiarato e spese sostenute.

Il Garante ha avviato un’istruttoria per verificare le modalità con cui sono stati individuati quei 35mila contribuenti a cui è stata recapitata la lettera e se i dati presenti all’interno della banca dati dell’Anagrafe tributaria siano o meno congrui. E il dibattito sul rispetto della privacy del redditometro torna più attuale che mai.

Ma non è la prima volta che il redditometro viene messo in dubbio perché viola la privacy dei cittadini. Già tempo fa una sentenza del tribunale di Napoli aveva dichiarato proprio l’illegittimità dello strumento di accertamento sintetico del reddito, perchè lesivo della sfera privata del contribuente.

Poi, lo scorso settembre, una  pronuncia della Cassazione ha ritenuto il redditometro illegittimo se basato sull’alto tenore di vita e il contribuente dimostra che è dovuto a risparmi accumulato in un una vita.

In quella occasione la Suprema Corte aveva accolto il ricorso di marito e moglie che si sono stati oggetto di un accertamento Irpef visto lo stile di vita che conducevano, fatto di acquisti di auto, immobili e viaggia costosi.

La coppia, durante il contraddittorio, aveva spiegato che quel genere di vita era frutto dei risparmi di una intera vita, oltre un milione di euro risparmiati negli anni. Ora bisognerà attendere il prossimo mese di ottobre per sapere se il Garante deciderà se dare o meno il via libera alle lettere del redditometro.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il