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Migliori obbligazioni aziendali corporate 2013 alternative ai Btp. Consigli analisti

Obbligazioni aziendali: andamento, rendimenti e previsioni



Qualche tempo fa Lorenzo Alfieri, country head per l’Italia di JP Morgan, aveva ipotizzato che “Nella seconda parte dell’anno le azioni saranno da preferire alle obbligazioni”, ma per alcuni esperti anche le obbligazioni societarie in euro dovrebbero trarre profitto.

Oggi, secondo CorrierEconomia, le obbligazioni societarie continuano ad occupare uno spazio importante all'interno di un portafoglio obbligazionario ben diversificato.

Secondo Antonio Mauceri, direttore di Augustum Opus Sim, “Un investitore avverso al rischio potrebbe collocare tranquillamente almeno un terzo del totale di portafoglio in bond societari, sia per ragioni di diversificazione degli emittenti sia per cogliere le ultime occasioni di rendimenti superiori alla media di mercato che si presentano in particolare nel segmento delle emissioni bancarie”.

Ma, secondo gli esperti, sarebbe meglio che gli investitori puntassero su bond con scadenze brevi e medio-brevi, tre o al massimo cinque anni, per evitare di incorrere in possibili perdite in conto capitale nel caso di un aumento dei tassi di interesse.

Per esempio, a fronte di una cedola del Btp a tre anni che non supera il 2,49%, per scadenze appena più lunghe è possibile ottenere circa mezzo punto in più (3,03%) con il bond di Unicredit rimborsabile nel marzo 2017, o un 3,63%, su una scadenza di cinque anni, con il bond di Banca Imi con orizzonte aprile 2018, contro un rendimento del 3,24% del Btp di analoga scadenza.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il