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Pensioni lavori usuranti e precoci Governo Letta: modifiche Decreto Stabilità sempre più lontane

Crisi governo e modifiche pensioni precoci e usuranti: probabilmente nessun cambiamento



Si prospettano sempre più difficili da attuare eventuali modifiche all’attuale sistema pensionistico, di cui si discute da tempo. Se già qualche tempo fa molti avevano ritenuto fosse difficile approvare effettivamente quell’uscita dal lavoro più flessibile, proposta dal presidente della Commissione Lavoro, Cesare Damiano, oggi l’ipotesi che essa venga approvata sembra quasi impossibile.

Come quasi impossibile sembrano interventi nella prossima Legge di Stabilità per lavoratori precoci e usuranti, categorie di lavoratori per cui sussistevano già accordi e per cui si sarebbe potuto fare qualcosa per cambiare la riforma varata dall’ex ministro Fornero.

Una riforma che ha solo contribuito a discriminare certe categorie e creare non pochi problemi per altre, come esodati e pensionandi della scuola appartenenti alla cosiddetta quota 96, considerati anch’essi usuranti, e che si sono ritrovati non più in possesso dei requisiti per andare in pensione a causa dell’innalzamento dell’età definito dalla Fornero che, però, nel caso dei Quota 96, non ha tenuto conto della specificità del comparto scuola.

Una situazione, dunque, difficile, che deve necessariamente trovare soluzione ma che, con i tempi che corrono, non sa su quale strada indirizzarsi. Resta, comunque, ferma la necessità di rivedere i requisiti di pensionamento per lavoratori che, o perché abbiano iniziato a lavorare prestissimo, o perché abbiano svolto lavori troppo pesanti, non possono andare in pensione rispettano l’attuale soglia di uscita, fissata a 66 anni per uomini e donne. 

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il