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Iva aumento da 21 al 22% oggi martedì 1 Ottobre 2013: novità, cosa cambia, aumenti per famiglia

Aumento Iva da domani: cosa colpirò e quanto costerà agli italiani



L’aumento di un punto percentuale dell’aliquota Iva dal 21 al 22% dovrebbe ormai scattare da domani, martedì primo ottobre, senza l’arrivo di un decreto extremis entro oggi.

Aumento che scatterà nonostante il premier Enrico Letta abbia più volte ribadito l’intenzione di rimandare l'aumento al prossimo anno. Ormai inevitabile, l’aumento di domani, secondo le stime, porterà nel giro di un breve tempo, ad affossare i consumi in Italia. 

Secondo la Cgia di Mestre, se in termini assoluti saranno i redditi elevati a subire l’aggravio più pesante, l’aumento Iva finirà per pesare “maggiormente sulle retribuzioni più basse e meno su quelle più elevate. A parità di reddito i nuclei familiari più numerosi subiranno gli aggravi maggiori”, provocando un effetto a catena deleterio per l’intero sistema economico italiano.

I prodotti colpiti dall'aumento sono beni di consumo tecnologici come televisori, macchine fotografiche, computer, e poi frigoriferi, lavastoviglie ed elettrodomestici in genere, e i mobili; e ancora, giocattoli, articoli sportivi e strumenti musicali.

Rincari anche per i mezzi di trasporto come auto, moto e biciclette; tutto l’abbigliamento, comprese le scarpe e gli indumenti per i neonati, e i prodotti per l’igiene e la pulizia, i profumi e i cosmetici.

La maggior parte degli alimentari, considerati beni di prima necessità, continuerà ad essere sottoposta alle aliquote ridotte, ma sono tassati al 21%, e quindi passeranno al 22, i vini, i liquori e i superalcolici, le bevande gassate e i succhi di frutta, e il caffè.

Considerando che l’aumento dell’Iva colpirà, dunque, ogni servizio, dall’abbigliamento, alle calzature, agli alimentari, agli elettrodomestici, per quanto riguarda le ricadute economiche che l'aumento a provocherà sulle famiglie italiane, secondo il Codacons, si va da 209 euro su base annua per una famiglia di tre persone a 349 euro per un nucleo composto da cinque elementi.

Secondo il presidente dell’associazione Carlo Rienzi, “Oltre questi effetti diretti, l'aumento dell'Iva produrrà un disastroso effetto domino, con un incremento dell'inflazione, una pesante diminuzione dei consumi e un rincaro generalizzato dei listini al dettaglio, specie nel settore alimentare e dei prodotti trasportati su gomma.

Per questo è chiaro a tutti che l'aumento dell'Iva non servirà affatto a far uscire il Paese dalla crisi, ma al contrario sancirà la definitiva caduta economica dell'Italia. Il governo Letta deve quindi emanare un decreto urgente ad hoc per bloccare l'incremento dell'aliquota di ottobre”.

Alle stesse conclusioni giunge Confcommercio, secondo cui “La crisi ha stremato famiglie e imprese e impone al governo la responsabilità di scongiurare, anche se i tempi e i margini sono strettissimi, l'aumento dell'Iva, perché questo determinerebbe effetti recessivi e depressivi esiziali per l'economia reale”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il