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Pensioni vecchiaia e anzianità Governo Letta: modifiche in Decreto Stabilità difficili

Ancora aperta la questione pensioni: nessuna modifica in Legge Stabilità? e



Come per precoci, usuranti ed esodati, non si prospettano notizie positive per eventuali modifiche alle pensioni di vecchiaia e anzianità nella prossima Legge di Stabilità. E a conferma di questa situazione vi sono le indiscrezioni sugli eventuali cambiamenti in essi compresi e che non lasciano alcuno spazio alla questione pensioni.

Ed è, dunque, sempre più difficile pensare ad un’ipotetica ‘controriforma’ se il governo, a causa delle tensioni interne, dovesse davvero cadere. C’è chi ha sempre richiesto regole ad hoc per i lavoratori precoci ed usuranti,  per le donne, per le quale equiparare l’età pensionabile a quella degli uomini, attualmente fissata a 66 anni, considerata una vera e propria ingiustizia, e gli esodati, e c’è chi, come Cesare Damiano, mesi fa ha proposto un sistema più flessibile di uscita dal lavoro, che permetta al lavoratore di lasciare a 62 anni di età con 35 anni di contributi ma un sistema di penalizzazioni e incentivi, in base all’età in cui si deciderà di uscire, se prima dell’attuale soglia dei 66 anni, o dopo, fino all’età massima di 70 massima.

Il lavoratore potrebbe, infatti, andare in pensione a 62 anni, con 35 anni di contributi ma con penalizzazioni graduali. Secondo lo schema proposto Damiano la riduzione sarebbe del 2% dell'importo per ogni anno di anticipo in cui si lascia.

E gli incentivi previsti saranno calcolati nella stessa misura de 2% per ogni anno di ritardo in cui si va in pensione, fino alla soglia massima dei 70 anni. Questa proposta si propone di risolvere il problema esodati, modificando la riforma previdenziale dell'ex-ministro Fornero, che ha innalzato l'età del pensionamento, rischiando di lasciare senza lavoro e senza pensioni migliaia di persone.

Anche Matteo Renzi, in occasione della festa del Pd che si è tenuta qualche settimana fa a Torino, ha detto: “In un paese in cui si vive 20 anni in più rispetto al passato credo sia naturale che si lavori qualche anno in più, poi però bisogna vedere come”, ribadendo, dunque, la possibilità di rimanere a lavoro più a lungo, ma con differenziazioni di età, per esempio, tra uomini e donne, come tra categorie di lavoratori.

Ma sono ancora tante le questioni da affrontare, e tutte difficili possano approdare nella prossima Legge di Stabilità.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il