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Pensioni donne e uomini Governo Letta:uscita flessibile e anticipata impossibile con crisi esecutivo

Rischiano di saltare le modifiche alle pensioni: se governo cade tutto bloccato



Modifiche per precoci, usuranti, esodati e donne, difficili da realizzare se il governo dovesse cadere. Le tensioni interne stanno facendo preoccupare molti, non solo per il futuro politico d’Italia, ma anche, e soprattutto, per le questioni pratiche e le riforme che il governo del welfare aveva annunciato e che ora rischiano di rimanere incompiute. Tra queste le pensioni.

Se è vero che la Legge di stabilità sarà comunque approvata ad ottobre, è anche vero che se il governo dovesse cadere e formarsi un cosiddetto governo scopo, non vi sarà margine di lavoro per grandi cambiamenti, quindi ogni modifica all’attuale sistema pensionistico di cui si discute da tempo salterebbe.

Così come salterebbero modifiche, ritenute da tempo necessarie, per determinate categorie, come quelle dei lavoratori precoci, usuranti, esodati, e per le donne.

Secondo molti, infatti, equiparare l’età pensionabile tra uomini e donne, attualmente fissata a 66 anni, è stata una vera e propria ingiustizia, e Cesare Damiano del Pd torna ad insistere perché al più presto il governo si muova in merito.

E’ stato lui stesso, poi, a proporre una nuova ipotesi di modifica alle pensioni, che prevede la possibilità per il lavoratore di uscire prima rispetto all’attuale soglia, a fronte di penalizzazioni. Il lavoratore potrebbe, infatti, andare in pensione a 62 anni, con 35 anni di contributi ma con penalizzazioni graduali. Secondo lo schema proposto Damiano la riduzione sarebbe del 2% dell'importo per ogni anno di anticipo in cui si lascia.

Questo piano prevede, però, anche incentivi, nella stessa misura 2% per ogni anno di ritardo in cui si va in pensione, fino alla soglia massima dei 70 anni. Ma probabilmente la discussione di questa proposta sarà rimandata perché al momento difficile poter approvare un tale schema di flessibilità.

Ma diversi esponenti politi e non, hanno più volte ribadito la necessità di differenziazioni di età, per esempio, tra uomini e donne, come tra categorie di lavoratori. Ci si chiede ora quanto ancora bisognerà aspettare prima che annunci e promesse diventino realtà.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il