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Sistri: al via martedì 1 Ottobre 2013. Dubbi, problemi, domande impresa da Ministero

Parte da oggi il Sistri: le imprese chiedono chiarimenti



Il Sistri, sistema telematico di tracciabilità dei rifiuti, più volte rinviato nella sua entrata in vigore, parte da oggi, martedì primo ottobre, non senza dubbi e polemiche.

Da oggi il Sistri entra in vigore per le aziende che producono rifiuti pericolosi e contano più 10 dipendenti e per le imprese di trasporto, trattamento e commercio di rifiuti, mentre la fase che riguarda le aziende che producono rifiuti non pericolosi dovrebbe scattare a marzo 2014.

Ma non tutto è chiaro al riguardo e per questo motivo nei giorni scorsi il presidente di Confindustria servizi innovativi e tecnologici, Ennio Lucarelli, e il Presidente di Assosoftware, Bonfiglio Mariotti, hanno chiesto al Ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando, un intervento per alleggerire la posizione delle imprese. Tra i problemi individuati, l'interoperabilità non collaudata, che rende impossibile effettuare verifiche e simulazioni dell'intero iter.

Le aziende lamentano poi la mancanza di un’adeguata formazione degli operatori a causa della mole della documentazione prevista e i ridotti tempi a disposizione.

Confindustria e  Assosoftware hanno dunque chiesto al ministro Orlando “un periodo di sperimentazione senza applicazioni di sanzioni e un intervento urgente per alleggerire le posizioni delle imprese che stanno attivamente collaborando alla messa in funzione del Sistri”.

Anche Assoambiente e Federambiente hanno lamentato mancanza di chiarezza e di indicazioni per le aziende: il presidente di Fise Assoambiente, l'associazione di Confindustria che rappresenta le imprese private di gestione rifiuti, Monica Cerroni e il presidente di Federambiente Daniele Fortini osservano, in particolare, che non è chiaro il campo di applicazione, e cioè se i rifiuti urbani pericolosi ricadano nell'obbligo di tracciabilità del nuovo sistema oppure no.

E mentre la Cerroni chiede chiarezza anche su alcune essenziali procedure operative necessarie ad evitare ricadute importanti sulla filiera di gestione dei rifiuti, Fortini spiega che “in mancanza di un tempestivo chiarimento le imprese del settore si troveranno a dover gestire un doppio regime, in particolare per quanto riguarda i centri di raccolta, le isole ecologiche e i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, con ricadute che inevitabilmente andrebbero a incidere sull'operatività della filiera della gestione dei rifiuti urbani. Senza la regìa del ministero dell'Ambiente il disastro è incombente e certo”.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il