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Pensioni Governo Letta ultime notizie: Fiducia oggi. Cosa può succedere se viene o no votata

Modifiche pensioni con Legge Stabilità se governo incassa fiducia? Possibili ma non per tutti



La Legge di Stabilità di ottobre avrebbe dovuto rappresentare una svolta per quanti attendevano modifiche alle pensioni e soluzioni definitive alla questione esodati.

Ma non sarà proprio così, primo a causa delle tensioni interne del governo che potrebbero portare alla caduta dello stesso, e in quel caso la Legge di Stabilità che sarà messa a punto non conterrà modifiche profonde per il rilancio dello sviluppo e della crescita, o ad incassare la fiducia, chiesta.

Il premier Enrico Letta ha, infatti, deciso di passare l’attento esame dei parlamentari per cercare di continuare a governare al meglio almeno fino al 2015, perché in un clima di tale incertezza e squilibrio, come quello che oggi regna in Italia, non si può andare avanti.

Nonostante, anche prima della crisi di governo, erano circolate notizie secondo le quali nella Legge di stabilità non avrebbero trovato spazio le modifiche alle pensioni tanto auspicate, si spera che se il governo riuscirà ad ottenere la fiducia, possa prevede margini di intervento almeno per quelle particolari categorie, come lavoratori precoci, usuranti o esodati, per cui risultano effettivamente necessari interventi.

Se, infatti, per le prime due categorie si era pensato alla possibilità di tornare ad andare in pensione con le vecchie regole, cioè quelle antecedenti l’entrata in vigore delle norme stabilite dall’ex ministro Fornero, per gli esodati servono soluzioni immediate, perché altrimenti si rischia di lasciare senza lavoro e senza stipendio migliaia di persone.

E’ del resto una situazione questa che sta creando polemiche e problemi da mesi e che rappresenta, come ribadito più volte, un’urgenza sociale da risolvere.

Per il resto, sembra comunque difficile possa essere effettivamente vagliata la possibilità di un0uscita flessibile dal lavoro, come proposto da Cesare Damiano.

Se, infatti, lo schema di uscita anticipata a 62 anni con 35 di contributi, e un sistema di penalizzazioni e incentivi, era comunque di difficile approvazione prima, lo sarà ancora di più ora che la situazione risulta decisamente più complessa.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il