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Iva: aumento ufficiale. Cosa cambia e novità prezzi. Non tutti i supermercati e negozi aumenteranno

Al via l’aumento dell’Iva ma alcune grandi catene non lo applicheranno: quali sono e motivi



Fare shopping da oggi, martedì primo ottobre, sarà più costoso per le famiglie italiane: è, infatti, scattato l’aumento dell’aliquota Iva dal 21 al 22% e con esso gran parte dei prodotti rincareranno.

Il ritocco dei prezzi riguarderà abbigliamento, calzature, elettrodomestici, cosmetici, detersivi, auto, vino, caffè, alcolici e superacolici, e le parcelle dei liberi professionisti, come avvocati e commercialisti. Salvi solo beni come latte, uova, pane, carne, pesce.

La buona notizia è che le grandi catene di distribuzione, alimentare e non, come Esselunga, Coop e Ikea, hanno deciso di rimanere dalla parte di consumatori e famiglie rifiutando l'applicazione dell'imposta a memento di una prassi che ha portato, con lo scorso aumento del 2011 dal 20% al 21%, un calo dei consumi e del gettito erariale senza centrare l'obiettivo per la quale l'imposta era stata introdotta.

Esselunga e Coop hanno, infatti, comunicato che limiteranno l'aumento Iva e chiederanno ai propri fornitori di collaborare al medesimo obiettivo nell'interesse delle famiglie italiane. Per il colosso svedese dell'arredamento, poi, il passaggio dell'imposta dal 21% al 22% non avrà impatto sul prezzo dei suoi prodotti.

L’ad del gruppo in Italia Lars Petersson ha spiegato che questa decisione rappresenta “un impegno notevole che ricambia, nei fatti, la fiducia che quotidianamente un gran numero di persone dimostrano visitando i nostri negozi”.

Ma nelle prossime settimane il governo, se otterrà la fiducia, dovrebbe rimettere mano al capitolo Iva con la revisione delle aliquote. In altri termini una complessiva riforma della tassa sui consumi, per incentivare l'emersione di alcuni settori e tassare maggiormente altri, come annunciato dal premier Enrico Letta.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il