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Pensioni vecchiaia e anzianità Governo Letta: oggi fiducia. Cosa potrebbe cambiare

Nessuna modifica in Legge di Stabilità per pensioni: situazione e speranze



Il premier Enrico Letta ha chiesto una nuova fiducia, il Pdl è spaccato, e la ‘controriforma’ delle pensioni, rispetto a quella definita dall’ex ministro Fornero, sembra poter saltare nella prossima Legge di Stabilità.

Sia, infatti, che il governo riesca ad incassare la fiducia, sia in caso contrario, sembra che nel prossimo provvedimento di ottobre non ci sia spazio a modifiche per le pensioni di vecchiaia e anzianità. Probabilmente se qualche modifica verrà stabilita, toccherà solo le pensioni di precoci e usuranti.

Se il governo dovesse effettivamente cadere e nascere il cosiddetto governo, è difficile si prospettino cambiamenti radicali, nonostante il governo, per l’ennesima volta, sia stato richiamato sull’importanza di intervenire comunque.

E’ stato il Pd presidente della Commissione Lavoro Cesare Damiano a ribadire: “Bisogna che il Governo si renda conto, da subito, che intervenire nella legge di Stabilità per correggere il sistema pensionistico, come sarebbe necessario, significa stanziare parecchi miliardi di euro. Per questo chiediamo da tempo che l'Esecutivo convochi una cabina di regia per distribuire le risorse tra le varie priorità”.

Difficile però sembra la discussione sul criterio di flessibilità da introdurre nel sistema previdenziale e la questione della ricongiunzione dei contributi pensionistici.

L’ipotesi che prevede la possibilità per il lavoratore di andare in pensione a 62 anni, con 35 anni di contributi ma con penalizzazioni graduali, del 2% dell'importo per ogni anno di anticipo in cui si lascia, e incentivi, nella stessa misura 2% per ogni anno di ritardo in cui si va in pensione, fino alla soglia massima dei 70 anni, sembra quasi improbabile da discutere. E bisognerà attendere ancora per sapere quale sarà l’effettivo futuro del sistema pensionistico italiano.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il