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Pensioni donne e uomini Governo Letta: voto fiducia ottenuto. Cosa può cambiare ora

Cosa cambia per pensioni di uomini e donne se governo non incassa fiducia: la situazione



AGGIORNAMENTO: Ieri il Governo Letta ha ottenuto la fiducia e una nuova base e maggioranza politica da cui ripartire. Ecco tutte le novità possibili dei prossimi mesi di Governo su alcune delle questioni più importanti come lavoro, economia, tasse, imu, scuola, esodati trattate nel discorso programmatico di Letta ieri in Parlamento. Potete trovare la nostra analisi, anche sulle pensioni sia in in questo articolo che in altri che stiamo per pubblicare nel corso della giornata di oggi e che troverete in homepage

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Mettere in atto eventuali modifiche per cambiare l’attuale sistema pensionistico: questo fino a poco tempo era l’obiettivo del governo volto a risolvere una volta per tutte la questione esodati, nonché quelle riguardanti categorie di lavoratori come precoci, usuranti e donne, per cui si vogliono far valere le vecchie regole per andare in pensione, perché stato ritenuto scriminante equiparare per queste categorie l’uscita dal lavoro a 66 anni, uguale per tutti.

Servono, come sostenuto da molti, fra cui il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, “differenziazioni di età, per esempio, tra uomini e donne, come tra categorie di lavoratori”. Secondo Renzi, infatti, “Se uno sta in miniera va differenziato da chi sta in politica”.

Probabilmente nella prossima Legge di Stabilità di ottobre non arriverà alcuna modifica, neanche per queste categorie di lavoratori e soprattutto se il governo dovesse cadere e non incassare la fiducia, come richiesto dal premier Enrico Letta.

Ciò che cambia, invece, sono le pensioni di sportivi, cantanti, ballerini, lavoratori marittimi, poligrafici delle aziende: queste categorie di lavoratori lavoreranno di più.

In particolare, i lavoratori marittimi addetti al servizio di macchina passeranno dagli attuali 20 anni di effettiva navigazione e 55 di età a 20 anni di effettiva navigazione e 56 anni di età; per i poligrafici delle aziende in crisi, dal prossimo gennaio, si passerà da 32 a 35 anni il requisito contributivo necessario per il ritiro anticipato, che salirà ancora a 36 anni nel 2016 e 37 anni nel 2018.

Lavoreranno di più gli sportivi e gli iscritti al Fondo lavoratori dello spettacolo-gruppo ballo: per loro il requisito di età pensionabile passa dai 45 attuali ai 46.

L'adeguamento è previsto per il 2022: gli uomini andranno in pensione a 53 anni mentre le donne passeranno da 49 a 53 anni, mentre i andranno in pensione a 61 anni, da gennaio, e le donne, entro il 2020, passeranno da 57 a 61 anni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il