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Fiducia Governo Letta ottenuta ieri. Ecco cosa può cambiare adesso per lavoro, tasse, imu e altro

Oggi si vota la fiducia. Pdl diviso: Berlusconi e Alfano lontani



AGGIORNAMENTO: Ieri il Governo Letta ha ottenuto la fiducia e una nuova base e maggioranza politica da cui ripartire. Ecco tutte le novità possibili dei prossimi mesi di Governo su alcune delle questioni più importanti come lavoro, economia, tasse, imu, scuola, esodati trattate nel discorso programmatico di Letta ieri in Parlamento. Potete trovare la nostra analisi in questo articolo

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Il premier Enrico Letta, dopo aver respinto le dimissioni dei ministri del Pdl, chiederà oggi, mercoledì 2 ottobre, la fiducia, prima a Palazzo Madama, in mattinata, e poi alla Camera, nel pomeriggio, con un intervento mirato ad un chiarimento che, indica il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, preveda per il governo “'uno sbocco non precario fino al 2015”.

Ma Silvio Berlusconi chiede al Pdl di votare la sfiducia, mentre, al contrario, il vicepremier, Angelino Alfano, ha chiesto al gruppo parlamentare di votare a favore dell'esecutivo.

Il vicepremier ha chiesto al gruppo parlamentare del Pdl di dare la fiducia a Letta, perché “Rimango fermamente convinto che tutto il nostro partito debba votare la fiducia a Letta. Non ci sono gruppi e gruppetti”.

Anche il ministro dimissionario Maurizio Lupi si è detto “sempre più convinto che non questo o quel gruppo, ma tutto il nostro partito debba votare la fiducia al governo”, e Fabrizio Cicchitto ha auspicato “che tutto il gruppo parlamentare del Pdl, sia alla Camera che al Senato, confermi la fiducia”.

Ma “Letta e Napolitano avrebbero dovuto rendersi conto che, non ponendo la questione della tutela dei diritti politici del leader del centrodestra nazionale, distruggevano un elemento essenziale della loro credibilità. Come può essere affidabile chi non riesce a garantire l'agibilità politica?”, ha detto il Cavaliere.

E ha spiegato: “Ho scelto la via del ritorno al giudizio del popolo non per i 'miei guai giudiziari' ma perché si è nettamente evidenziata la realtà di un governo radicalmente ostile al suo stesso compagno di cosiddette larghe intese”.

Silvio Berlusconi ha anche precisato di non aver più voluto sostenere il governo “quando Letta ha usato l'aumento dell'Iva come arma di ricatto nei confronti del mio schieramento. Lì ho capito che non c'era più margine di trattativa”. E ha annunciato: “Se voto la fiducia è finita, abbasso il capo e poi le procure mi fanno fuori. Passiamo all'opposizione. Voglio vedere se mi arrestano e soprattutto voglio vedere quanto dura un governo di traditori”.

Ma la caduta del governo potrebbe essere bloccata: già ieri pomeriggio è Carlo Giovanardi avrebbe annunciato che “i numeri per la fiducia ci sono, siamo anche più di 40, fermi nel voler mantenere l'equilibrio di governo”.

Secondo indiscrezioni, poi, al Senato, sarebbe pronto un gruppo, denominato ‘Nuova Italia’, gruppo composto da una trentina di senatori, nel quale si stanno impegnando i centristi di Pier Ferdinando Casini.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il