BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Aumento iva al 22% rimane pur con fiducia Letta. Ma molti negozi e supermercati non alzano i prezzi.

Aumento iva non applicato da alcune grandi catene: ci potrà essere un nuovo ribasso?



AGGIORNAMENTO: Ieri il Governo Letta ha ottenuto la fiducia e una nuova base e maggioranza politica da cui ripartire. Ecco tutte le novità possibili dei prossimi mesi di Governo su alcune delle questioni più importanti come lavoro, economia, tasse, imu, scuola, esodati trattate nel discorso programmatico di Letta ieri in Parlamento. L'iva verrà comunque lasciata al 22% e se ne riparlerà di un revisione completa solo a gennaio 2014.Potete trovare la nostra analisi in questo articolo

------------------------------------------

Il discorso per la fiducia che oggi Letta pronuncerà fa aprire la speranza per una nuova legge retroattiva che cancelli l’aumento di un punto percentuale dell’Iva, dal 21 al 22%, scattato ieri, anche se sarà difficile.

E comunque gli effetti del rincaro iva si vedranno, purtroppo, nel lungo periodo. L’aumento dell’Iva inciderà non poco, secondo le stime, sui bilanci di spesa delle famiglie italiane, perché andrà a colpire quasi ogni bene e servizio. I rialzi dei prezzi riguarderanno, infatti, abbigliamento, calzature, elettrodomestici, cosmetici, detersivi, auto, vino, caffè, alcolici e superacolici, e le parcelle dei liberi professionisti, come avvocati e commercialisti.

Ma alcune grandi catene di distribuzione, alimentare e non, come Esselunga, Coop e Ikea, hanno deciso di non applicare l'imposta per evitare un inevitabile un calo dei consumi che altrimenti si registrerebbe.

Esselunga e Coop hanno deciso di limitare l'aumento Iva e chiederanno ai propri fornitori di collaborare al medesimo obiettivo nell'interesse delle famiglie italiane; e per Ikea il passaggio dell'imposta dal 21% al 22% non avrà impatto sul prezzo dei suoi prodotti.

Anche Crai ha deciso di aiutare le famiglie italiane congelando l'aumento dell'Iva fino al prossimo 31 dicembre, solo sui prodotti a marchi Crai e Piaceri italiani.

Marco Bordoli ad di Crai Secom ha spiegato: “Il nostro gruppo ha deciso di intervenire concretamente per salvaguardare il potere d'acquisto dei consumatori con i quali abbiamo un rapporto di quotidianità e familiarità”.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marcello Tansini
pubblicato il