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Sistri: tante domande, dubbi e problemi da chiarire nonostante partenza 1 Ottobre 2013

Entrato in vigore il Sistri: quali dubbi ancora da chiarire?



E' partito da ieri, primo ottobre, in via sperimentale il Sistri, il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, che, in questa prima fase di avvio, riguarderà gli enti o le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale, o che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti pericolosi, inclusi i nuovi produttori di detti rifiuti.

Ma Assoambiente e Federambiente hanno lamentato mancanza di chiarezza e di indicazioni per le aziende. Secondo il presidente di Fise Assoambiente, l'associazione di Confindustria che rappresenta le imprese private di gestione rifiuti, Monica Cerroni, e il presidente di Federambiente, Daniele Fortini, non è chiaro il campo di applicazione, e cioè se i rifiuti urbani pericolosi ricadano nell'obbligo di tracciabilità del nuovo sistema o meno e richiedono maggiore chiarezza anche su alcune essenziali procedure operative necessarie ad evitare ricadute importanti sulla filiera di gestione dei rifiuti.

Ricordiamo che l’iscrizione al Sistri è obbligatoria per i produttori iniziali di rifiuti pericolosi; e gli altri detentori di rifiuti pericolosi prodotti da terzi.

Precisamente si tratta degli enti o le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale; degli enti o le imprese che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti pericolosi; e dei nuovi produttori di rifiuti pericolosi.

Inoltre, il termine di avvio dell’operatività del Sistri per i produttori iniziali di rifiuti pericolosi e per i Comuni e le imprese di trasporto dei rifiuti urbani del territorio della Regione Campania è fissato per il 3 marzo 2014.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il