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Imu, pensioni, esodati, tasse, lavoro, scuola: novità nel discorso Fiducia Letta

Cosa potrebbe cambiare con Legge di Stabilità dopo la fiducia al governo? Stralci dell’intervento di Letta



Il governo ieri ha incassato il primo voto di fiducia al Senato con 235 sì e 70 no, potendo contare anche sui voti del popolo della libertà.  Alle 16, poi, Letta è andato alla Camera per ribadire le ragioni della fiducia, spiegando come il governo vuole andare avanti.

Anche qui il risultato è stato semaforo verde con 435 sì, i no sono stati 162. A sorpresa ha votato la fiducia anche Silvio Berlusconi. Letta ha commentato: “Quello di oggi è un giorno storico per la nostra democrazia. Da stamane abbiamo condizioni di chiarezza in più, abbiamo la possibilità di fare un lavoro che ci consenta di guardare lontano”.

Per Letta la strada da seguire è chiara: “Questo governo può continuare a vivere se ha un programma convincente e se c'è un nuovo patto, incentrato sui problemi delle famiglie e dei cittadini”. Dovrebbero, dunque, ripartire le discussioni sulle principali questioni lasciate irrisolte, dal nodo esodati, alle modifiche alle pensioni, alle questioni tasse e lavoro, alla definizione della cancellazione dell’Imu 2013 per prime case e terreni agricoli, al mondo della scuola.

Non cambierà nulla, invece, al momento per l’Iva, il cui aumento di un punto percentuale dal 21 al 22% è già scattato il primo ottobre ma al quale Letta aveva annunciato di voler rimettere mano.

L’impegno annunciato ieri dal premier per la prossima Legge di Stabilità, che dovrebbe arrivare il 15 ottobre, è quello di tagliare il cuneo fiscale e quindi dare più soldi in busta paga.

Non ha parlato invece di pensioni, ma si suppone che qualcosa si debba fare comunque, perché altrimenti si rischiano di lasciare irrisolte le cosiddette urgenze sociali del nostro Paese, in primis la questione esodati.

Nel suo discorso programmatico, in cui il premier ha sottolineato che “Il nostro obiettivo, dichiarato da tempo, è un aumento del PIL pari all’1% per il 2014 e superiore negli anni successivi e la legge di stabilità è l’occasione per raggiungere questi obiettivi e dimostrare al Paese che il cambiamento è in atto”, Letta non ha menzionato le pensioni, anche se con i sindacati si era parlato del cuneo fiscale anche per le pensioni; e non ha parlato di esodati, pur facendo riferimento al reddito di inclusione, ovvero a quel reddito ‘minimo’ proposto dal ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, a sostegno di coloro che rimangono senza lavoro e che potrebbe essere erogato anche ai nuovi esodati.

Diversamente, dunque, da quanto auspicato, nella Legge di Stabilità, come del resto annunciato, non vi sarà spazio per le tanto agognate modifiche alle pensioni, difficile, dunque, anche un via libera a quel sistema di flessibilità in uscita dal lavoro, proposta da Cesare Damiano.

Gli unici cambiamenti possibili potrebbero forse riguardare determinate categorie di lavoratori, come usuranti e precoci, che lavorano e hanno lavorato in condizioni estreme e per cui lo stesso ministro Giovannini aveva annunciato cambiamenti per sistemare alcune situazioni incoerenti e non moralmente accettabili.

Affrontato nel discorso anche il capitolo scuola: nel suo intervento al Senato, Letta ha, infatti, parlato della grande battaglia contro la dispersione scolastica e le misure per le assunzioni a tempo indeterminato dei docenti di sostegno.

E ha precisato: “Al Sud vogliamo vincere la grande battaglia contro la dispersione scolastica. Abbiamo stanziato i primi 15 milioni per far sì che il reclutamento della scuola batta il reclutamento della strada; che tutti i nostri ragazzi abbiamo diritto al futuro con l'istruzione. Perché al Sud, lo sappiamo, l'intensità di ogni problema è moltiplicata all'ennesima potenza”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il