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Pensioni Governo Letta notizie: modifiche ancora possibili dopo fiducia ottenuta

Dopo fiducia al governo nessuna modifica per le pensioni: la situazione



Tanto dovrebbe cambiare e tanti dovrebbero essere gli impegni da mantenere dopo la fiducia ottenuta ieri dal governo Letta. Ma nulla, invece, dovrebbe muoversi nel mondo delle pensioni. E questa rappresenta una prima doccia gelata per pensionati e pensionandi italiani.

Nel suo discorso programmatico, Letta non ha infatti menzionato la questione pensioni e questo certamente non è stato un segnale positivo. E non ha parlato di esodati, nonostante abbia fatto accenno al reddito minimo di inclusione, annunciato tempo fa dal ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, destinato a tutti coloro che si ritrovano in difficoltà economica perché rimasti senza lavoro.

Questa soluzione è stata pensata anche per i nuovi esodati, che sarebbero migliaia di persone che rischiano di rimanere senza lavoro e senza pensione. Ma non è questa la soluzione da tutti auspicata per risolvere una volta per tutte questa questione che da mesi e mesi sta scuotendo la società.

Quello che ci si può aspettare nella prossima Legge di Stabilità di ottobre sul tema pensioni è ancora molto dubbio, forse un taglio del cuneo fiscale, forse un aumento dell'assegno, forse cambiamenti almeno per precoci e usuranti, ma sarà certamente difficile che si possa discutere di modifiche che puntino al quel meccanismo di flessibilità in uscita proposto mesi fa dal presidente della Commissione Lavoro, Cesare Damiano.

Probabilmente si pensa che mettere mano all’attuale sistema pensionistico, voluto dall’ex ministro Fornero, sarebbe un rischio troppo grande dal punto di vista economico. Ma è necessario far qualcosa comunque.

E tra le varie proposte giunte, vi è anche quella avanzata da ministro del Lavoro, Enrico Giovannini,di un prestito dallo Stato per lasciare il lavoro in anticipo.

Secondo quanto spiegato, si tratterebbe di un “uno schema per cui, supponiamo, chi è a due o tre anni dal pensionamento e lascia il lavoro potrebbe per tale periodo ricevere un sostegno economico che poi dovrà ripagare negli anni successivi: si tratterebbe di una sorta di prestito, senza costi aggiuntivi sul sistema pensionistico”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il