Pensioni anzianità e vecchiaia Governo Letta: alcune modifiche si potrebbero fare dopo Fiducia

Cosa potrebbe cambiare per le pensioni dopo fiducia ottenuta dal governo?



Il governo Letta riesce ad incassare la fiducia ed ora si spera nell’approvazione di misure che potrebbero sostenere la crescita e lo sviluppo del nostro Paese. Insieme a Imu, lavoro, tasse e scuola, si spera in cambiamenti anche per quanta riguarda le pensioni, ma sarà difficile arrivino così come ci si auspica.

Se qualche settimana fa, infatti, il presidente della commissione Lavoro, Cesare Damiano, è tornato a  sollecitare il governo perché si impegni in opere come il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga, le correzioni al sistema pensionistico e la diminuzione della pressione fiscale su imprese e lavoro, al fine di sostenere l'occupazione, perché continua a ritenere prioritario apportare modifiche all’attuale sistema pensionistico, anche per risolvere definitivamente la questione esodati, probabilmente le uniche categorie di lavoratori per cui si prospettano modifiche per le pensioni di anzianità e vecchiaia sono i lavoratori usuranti e i precoci.

Difficili, per il resto, cambiamenti che possano concentrarsi sull’ipotesi che prevede, a partire dal primo gennaio 2014, coloro che hanno maturato un'anzianità contributiva di 35 anni, possano accedere alla pensione avendo però compiuto 62 anni di età fino al requisito massimo di 70 anni di età, con penalizzazioni e incentivi in base all'età del ritiro dal lavoro. Il problema resta quello della mancanza di coperture economiche necessarie.

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di Marianna Quatraro pubblicato il