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Pensioni donne e uomini Governo Letta: cambiamenti ancora difficili pur con Fiducia ottenuta

Risorse necessarie per modifiche alle pensioni ma ora mancano: cosa si potrebbe fare?



Con la prossima legge di Stabilità che sarà presentata questo mese di ottobre, le modifiche di cui tanto si discute sull’attuale sistema pensionistico saranno probabilmente difficili da mettere in pratica.

Slittate prima ad agosto e poi a settembre, tra rassicurazioni e promesse, le pensioni restano ancora al centro dell’attenzione, anche se nell’esecutivo non si muove nulla e lo stesso premier Letta, nel suo discorso programmatico tenuto ieri per incassare la fiducia, non ne ha fatto pensione.

E mentre c’è chi richiede vengano formulate regole ad hoc per i lavoratori precoci ed usuranti, e per le donne, per le quali equiparare l’età pensionabile a quella degli uomini, attualmente fissata a 66 anni, è stata una vera e propria ingiustizia, Cesare Damiano del Pd continua ad insistere perché al più presto il governo si muova.

E se proprio la sua proposta, che prevede la possibilità per il lavoratore di uscire prima rispetto all’attuale soglia, a fronte di penalizzazioni, o anche incentivi, per ogni anno di ritardo o anticipo in cui si va in pensione, rischia di saltare, si parla della possibilità di permettere un’uscita anticipata per uomini e donne, come richiesto tempo fa dai sindacati.

Ma si tratta di una misura, comunque, difficile da attuare perché continuano a mancare le misure economiche per le coperture necessarie. La situazione continua, dunque, a rimanere ingarbugliata, perché, nonostante le richieste di sindacati, esponenti politici e pensionati, il governo non riesce a trovare una soluzione adeguata e fino a quando mancheranno i soldi, probabilmente tutto resterà in sospeso.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il