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Pensioni Governo Letta ultime notizie: cosa si può fare in Decreto Stabilità

Le possibili modifiche alle pensioni nella prossima Legge di Stabilità



Insieme alla discussione su Imu, tasse e lavoro, al centro degli impegni del governo vi sono ancora le pensioni, nonostante il premier Enrico Letta non ne abbia fatto accenno nel suo discorso programmatico tenuto due giorni fa per ottenere la fiducia.

Certo, stravolgere l'impianto attualmente in vigore, voluto dall'ex ministro Fornero sembra inattuabile, ma la necessità di alcune modifiche risulta ovvia. E se al momento il meccanismo dell'uscita flessibile dal lavoro proposta dal presidente della Commissione Lavoro, Cesare Damiano, non sarà messa in atto, nella prossima Legge di Stabilità di ottobre potrebbero trovare spazio l'aumento del valore assegno mensile intervenendo, così come richiesto da Confindustria, sul cuneo fiscale e potrebbero essere affrontare le questioni più spinose come quelle relative ai lavori usuranti e precoci, agli esodati e al personale dei comparti della scuola e della difesa.

Sono loro, infatti, le categorie di lavoratori per cui sono state richieste regole ad hoc considerando che si tratta di persone che in molti casi sono impossibilitati, per carico di lavoro o perché hanno iniziato a lavorare prestissimo, a raggiungere l’attuale soglia dei 66 anni per andare in pensione.

E cambiamenti si auspicano anche per i pensionandi della scuola che appartengono alla cosiddetta Quota 96, considerati anch’essi usuranti, e per cui le norme Fornero non hanno tenuto conto della specificità del comparto scuola, per cui i tempi di uscita dal lavoro, fissati per agosto, non coincidono con quelli degli altri lavoratori, fissati per dicembre.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il