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Tfa Speciale (PAS): qualcosa si muove ma scattano petizioni online contro dei Tfa Ordinari

Proteste e petizioni online su Tfa: situazione e cosa sta succedendo



Nonostante siano state chiarite alcune informazioni, come richiesto, circa l’avvio dei prossimi Tfa speciali, ribattezzati Pas, a scatenare oggi le polemiche sono coloro che hanno svolto i Tfa ordinari e che rischiano di ritrovarsi nelle retrovie delle assunzioni.

Per accedere all'insegnamento, il Tfa ordinario è la via principale introdotta nel 2012 dal governo Monti, un corso formativo annuale, che al termine permette l’immissione in graduatoria.

Lo scontro attuale, che si sta svolgendo soprattutto tramite petizioni sul web, si gioca tra i precari abilitati con la laurea in scienze della formazione e i precari diplomati che accederanno fra poco ai percorsi abilitanti speciali: mentre i primi ritengono che essere più titolati perché in possesso della laurea sia un requisito in più da considerare, i secondi puntano sul fatto che mandano avanti la scuola da anni e che l’esperienza sul campo a volte si rivela migliore della mera teoria.

E così su Internet si rincorrono petizioni: la prima è su http://www.change.org/it/petizioni/ministro-maria-chiara-carrozza-no-ai-pas-per-la-scuola-infanzia-e-primaria; la seconda è su http://www.change.org/it/petizioni/abolizione-corsi-per-l-abilitazione-al-sostegno-per-primaria-e-infanzia.

Gli ‘schieramenti’ vedono da un lato i laureati in scienze della formazione primaria, che hanno il timore di non lavorare più, considerando che i futuri abilitati con i Pas sono più anziani e quando avranno accesso alle graduatorie di istituto degli abilitati (la cosidetta II fascia) potranno far valere il punteggio acquisito negli anni di servizio.

Questo permetterà loro di scavalcare i colleghi e le colleghe più giovani ma abilitate in virtù del possesso della laurea in scienze della formazione. Dall’altro lato ci sono le università, che, tramite i Pas, potrebbe aumentare le proprie entrate e rimpinguare, così, le finanze degli atenei. Il dibattito è ancora tutto aperto.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il