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Pensioni vecchiaia e anzianità Governo Letta: cosa si può fare realmente in Decreto Stabilità

Cuneo fiscale, differenziazione età per alcune categorie: le possibile modifiche alle pensioni



Probabilmente non ci sarà spazio di permettere un’uscita più flessibile dal lavoro, come proposto da Cesare Damiano, ma c’è la possibilità si metta in pratica il cuneo fiscale tanto auspicato per aumentare i soldi per i pensionati, e si discutano norme ad hoc per lavoratori precoci, usuranti e donne.

Dopo aver più volte discusso sulla necessità di modificare l’attuale sistema pensionistico e dopo che qualche settimana fa il presidente della commissione Lavoro, Cesare Damiano, è tornato a ribadire la necessità di risolvere quelle che sono state definite le urgenze sociali del Paese,  cioè pensioni ed esodati, potrebbe essere la nuova Legge di Stabilità a portare cambiamenti.

Per lo meno questo è ciò che si spera, nonostante il premier Letta nel suo discorso programmatico non abbia fatto menzione di tali interventi.

Se è ormai quasi certo che salti l’ipotesi di discussione le meccanismo di uscita flessibile dal lavoro proposto dallo stesso Damiano, che aveva previsto l’accesso alla pensione per coloro che hanno maturato un'anzianità contributiva di 35 anni avendo compiuto 62 anni di età, con penalizzazioni e incentivi in base all'età del ritiro dal lavoro rispetto all’attuale soglia dei 66 anni, è possibile, invece, si discuta dell'aumento del valore assegno mensile intervenendo sul cuneo fiscale, e di misure relative ai lavori usuranti e precoci, agli esodati e al personale dei comparti della scuola e della difesa.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il