Precari pubblica amministrazioni e assunzioni Stato: in dubbio Decreto Letta. Si cercano soluzioni

Le eventuali modifiche al decreto Letta sulle P.A.: misure in discussioni



Arriva martedì 8 ottobre in Senato la discussione sulle eventuali modifiche da apportare al Decreto D’Alia sulla Pubblica Amministrazione. La norma su cui è puntata la maggior parte dell’attenzione  è quella che permette alle amministrazioni pubbliche, pur rispettando una serie di vincoli, di poter prolungare i contratti a tempo determinato (con almeno 3 anni di servizio) in vista delle future selezioni parzialmente  riservate (50%) al personale precario.

Sotto la lente della Commissione, anche l’articolo 3 del Dl 101 sulle società partecipate, direttamente o indirettamente dalla Pa. Questa disposizione permette a queste società, in base ad accordi stipulati tra loro e senza consenso del lavoratore, processi di mobilità di personale in esubero, previa informativa ai sindacati.

Prima di procedere a queste cessioni di personale le amministrazioni che monitorano queste società dovranno assumere specifici piani industriali. La terza norma da verificare è l’articolo 10 del decreto che istituisce l’Agenzia per la coesione territoriale che punta a migliorare la gestione e l’utilizzo dei fondi europei di nuova programmazione, 2014-2020. 

L'Agenzia ingloberà il personale del dipartimento per lo Sviluppo e la coesione economica del ministero dello Sviluppo economico e ci sarà anche l’assunzione a tempo indeterminato di 120 persone, altamente qualificate, da assegnare ai vari ministeri con compiti di assistenza e monitoraggio.

Intanto, il ministro D’Alia, è tornato a difendere la soluzione sui precari assunta nel provvedimento e ha detto: “In Italia abbiamo oltre 120mila precari nella pubblica amministrazione, con tipologie diverse che variano da regione a regione e da comune a comune e anche nell'ambito del sistema statale.

Stiamo costruendo un percorso di fuoriuscita che guarda tutto il Paese e in parte la Sicilia, che ha problemi diversi, perchè ha un precariato storico che non può essere facilmente ricompreso in una norma di carattere generale”.

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di Marianna Quatraro pubblicato il