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Pensioni donne e uomini Governo Letta: il punto della situazione aggiornato

Legge di Stabilità per modifiche alle pensioni: le proposte in ballo



Precoci, usuranti esodati ma anche donne: la Legge di Stabilità di questo mese non fa menzione di eventuali modifiche al mondo delle pensioni, così come auspicato da molti, ma alcuni spiragli si dovrebbero intravedere solo per determinate categorie, come accennato, appunto, precoci e lavoratori usuranti in primis, costretti a lavorare in condizioni estreme sin dal loro ingresso nel mondo del lavoro e per cui equiparare l’età pensionabile, così come fatto dalla legge previdenziale dell’ex ministro Fornero, non è stato giusto.

Stesso discorso per le donne: sindacati e diversi esponenti politici hanno, infatti, ribadito più volte come sia stato discriminante equiparare anche la loro età pensionabile a quella degli uomini, elevandone l’età.

Ci si augura che la Legge di stabilità possa rappresentare una svolta in tal senso. E si riprendono vecchie proposte da analizzare. A partire da quella che possa permettere a tali categoria di andare in pensione con le vecchie regole, a quella di una possibilità per gli statali di lasciare il lavoro a 58-60 anni ma con un taglio del 10% dell'assegno.

Questa proposta è stata avanzata dal Ministero della Funzione pubblica e prevede che i dipendenti eccedenti le piante organiche dei ministeri possano essere messi, in un primo momento, in mobilità e poi prepensionati. In questa fascia rientrano circa 7mila statali per cui varranno le norme previdenziali precedenti la legge Fornero.

Questa soluzione inizialmente era allo studio solo per statali ma potrebbe ora rappresentare il punto di partenza per una riforma più ampia che valga per tutti.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il