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Pensioni Governo Letta ultime notizie: Giovannini nega modifiche, ma qualcosa si farà

Il punto della situazione dopo il discorso del Ministro Giovannini di ieri



AGGIORNAMENTO Il ministro Giovannini ha negato ieri modifiche alla riforma Fornero, l'attuale legge sulle pensioni. Così hanno titolato i maggiori organi di stampa. In realtà, ascoltando bene le sue parole, qualcosa potrebbe ancora cambiare. E non è un caso che diverse testate, tra cui il Sole24ore, ma anche On. Damiano e sindacati, rilancino nuove possibilità di uscità anticipata e flessibile, anche seguendo la stessa proposta del Ministro Giovannini fatta ad inizio settembre, su uscita anticipata basata su una sorta di prestito tra Inps e pensionando. Oggi usciremo con ben 5 articolo sulle possibilit novità per la riforma delle pensioni

Oggi in programma incontri e discussioni su eventuali misure da inserire nella Legge di Stabilità che dovrà essere presentata a giorni. Data di presentazione: 15 ottobre e mancano ancora questioni fondamentali da affrontare.

Tra queste le pensioni. Tutto tace in merito e la mancanza di eventuali cambiamenti da apportare all’attuale sistema pensionistico nella prossima Legge di Stabilità era stata già compresa quando, in occasione del giorno in cui il governo ha ottenuto la fiducia, nel suo discorso programmatico, il premier Enrico Letta non ha fatto menzione di modifiche alle pensioni, se non accennando ad una forma di reddito minimo per eventuali nuovi esodati.

Anche quest’ultima misura discutibile, perché non sarà con un reddito minimo che si risolverà la posizione di migliaia e migliaia di lavoratori che rischiano di rimanere senza lavoro e senza pensione a seguito delle norme Fornero che hanno innalzato l’età pensionabile per tutti.

Si tratta secondo le stime, di 250-300mila persone. Ed è per loro che bisognerebbe pensare a misure ben più consistenti. Tutto sembra, dunque, da riscrivere nella Legge di Stabilità in merito alle pensioni per cui sono state chieste modifiche da tempo, soprattutto per quelle particolari categorie di lavoratori, come precoci e usuranti, che lavorato, e hanno lavorato, in condizioni estreme e per cui equiparare l’età pensionabile a quella di tutti gli altri lavoratori è stata definita scelta iniqua.

Così come è stata definita ‘un’ingiustizia sociale’ equiparare l’età pensionabile di uomini e donne, attualmente fissata a 66 anni. E', dunque, prevista per questa mattina l’audizione in Commissione Lavoro del Ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, sul complesso delle problematiche relative all’attuazione delle politiche previdenziali e alle prospettive di evoluzione del sistema pensionistico. E si saprà quali potranno essere eventualmente le novità messe in campo in merito.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il