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Spesometro 2013 da Novembre 2013 parte ma chiarimenti ancora necessari. I problemi e i dubbi

Spesometro quasi al via ma ancora dubbi: come funzione e per chi vale



Manca poco all’entrata in vigore del nuovo spesometro, comunicazione da parte degli operatori finanziari dei dati delle operazioni rilevanti ai fini Iva, di importo non inferiore a 3.600 euro, relative al periodo compreso tra 6 luglio e il 31 dicembre 2011, in cui l'acquirente è un consumatore finale che ha pagato con carta di credito, di debito o prepagata.

La novità interessa gli operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione all’anagrafe tributaria previsto dall’art. 7 del dpr n. 605/73. Tali operatori avranno l’obbligo di comunicare telematicamente all’Agenzia delle Entrate le operazioni rilevanti ai fini Iva di importo non inferiore a 3.600 euro, pagate dai consumatori finali con carte di credito, di debito o prepagate.

La scadenza prevista per inviare i dati relativi allo scorso anno si sta avvicinando (12-21 novembre per la precisione), ma non mancano, come molti avevano previsto, i problemi.

Lo spesometro, a differenza del redditometro che serve a scovare chi ha dichiarato ricavi più bassi rispetto a quelli effettivi verificando un centinaio di voci di spesa, si rivolge maggiormente alle attività che sono soggette all’Iva e che prevedono l’emissione della fattura e ha lo scopo di controllare i pagamenti che superano una certa soglia.

Ma, nonostante, si avvicini la sua entrata in vigore, manca ancora un circolare che ne spieghi il funzionamento e fino a quando essa non verrà emanata, non si potrà cominciare a lavorare sui programmi.

La comunicazione dati delle operazioni rilevanti ai fini Iva, comunque, per il nuovo spesometro può essere effettuata in forma aggregata  per quanto riguarda le operazioni con obbligo di fatturazione a partire dal quelle riferite al periodo 2012.

Questo procedimento non vale, però, per gli acquisti da San Marino, e gli acquisti e le cessioni nei confronti dei produttori agricoli che hanno realizzato nell'anno precedente un volume d'affari non superiore a 7.000 euro e scelgono di optare per il regime di esonero. La comunicazione in forma aggregata prevede l'invio, per ogni cliente e fornitore, della partita Iva o in mancanza il codice fiscale; del numero delle operazioni aggregate; dell'intero importo delle operazioni imponibili, non imponibili ed esenti; dell'intero importo delle operazioni fuori campo Iva; dell'intero importo delle operazioni con Iva non esposta in fattura; dell'intero importo delle note di variazione; dell'intera imposta sulle operazioni imponibile; dell'intera imposta relativa alle note di variazione.

Sono esclusi dall'obbligo di comunicazione dello spesometro i contribuenti minimi; i nuovi minimi, cioè coloro che rientrano nel nuovo regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità; e le Amministrazioni Pubbliche, cioè Stato, le Regioni, le Province, i Comuni e gli altri organismi di diritto pubblico.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il