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Indulto e amnistia carceri: per quali reati e chi potrebbe uscire. Inizia discussione proposte

Il messaggio di Napolitano sull’emergenza carceri



Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato un messaggio alle Camere, nel quale “con determinazione e concretezza la questione scottante dell'emergenza carceri, da affrontare in tempi stretti. 

Si tratta di una questione drammatica”. Nel suo messaggio Napolitano sostiene: “Sottopongo all'attenzione del Parlamento l'inderogabile necessità di porre fine ad uno stato di cose che ci rende corresponsabili delle violazione contestate all'Italia dalla Corte di Strasburgo.

Esse si configurano come un'inammissibile allontanamento dai principi e dall'ordinamento si cui si basa l'integrazione europea. Ho dovuto mettere in evidenza come la decisione della Corte di Strasburgo rappresenta la mortificante conferma della perdurante incapacità del sistema italiano di garantire i diritti elementari e la sollecitazione pressante ad imboccare una strada efficace.

L'Italia ha un anno per conformarsi alla richiesta che arriva dalla Corte Europea. Il termine annuale decorre da quanto il 28 maggio 2013 è stata respinta l'istanza presentata dall'Italia al fine di ottenere il riesame dalla sentenza: pertanto il termine scade il 20 maggio 2014. L'Italia viene a porsi in una condizione umiliante sul piano internazionale per violazione dei principi sul trattamento umano dei detenuti.

Alle violazioni dei diritti umani nelle carceri si aggiungono quelle sulla durata non ragionevole dei processi”.  E ha spiegato: “L'intollerabile livello di congestione delle carceri dà all'Italia il primato di sovraffollamento tra gli stati Ue con il 140,1%, mentre la Grecia è al 136,5%. La prima misura su cui intendo richiamare l'attenzione è l'indulto -che non incide sul reato e può applicasi ad un ambito esteso”.

Poi il Capo dello Stato ha precisato che dall'indulto sono esclusi “alcune fattispecie di reato per evitare pericolose ricadute, accompagnando l'indulto con misure amministrative volte all'effettivo reinserimento dei carcerati.

Fermo restando l'esclusione dall'amnistia dei reati di particolare allarme sociale come la violenza contro donne, non ritengo che il capo dello Stato debba indicare le singole fattispecie da escludere: la perimetrazione dell'amnistia rientra nelle competenze esclusive Parlamento”.

“C'è ampia condivisione del messaggio del Presidente Napolitano che ha toccato temi molto, molto seri che hanno bisogno di una risposta”, ha commentato il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri il messaggio del capo dello Stato, mentre il premier Enrico Letta ha detto: “Il capo dello Stato centra una delle vere emergenze del nostro Paese. Se è vero che il grado di civiltà di una nazione si misura dal livello delle proprie prigioni, l'attuale situazione mortifica la dignità dei detenuti e, con loro, dell'Italia intera. Le parole di Napolitano, che interpretano al meglio il dettato e lo spirito della Costituzione, indicano la strada per riscattarci”.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il