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Pensioni Riforma Fornero: cosa può ancora cambiare dopo discorso Ministro Giovannini

Possibili modifiche pensioni: gli annunci del ministro Giovannini



Non sarà stravolto l’impianto dell’attuale sistema pensionistico, quello definito dall’ex ministro Fornero e che garantirà da qui al 2021 ben 93 miliardi di euro di risparmi.

Ieri, il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, ascoltato in audizione in Commissione lavoro alla Camera, ha spiegato che non potranno essere messi pratica stravolgimenti dell’attuale legge e che varie proposte parlamentari, come quella Damiano, che prevede una flessibilità nell'età di uscita dal lavoro con una penalizzazione dell'assegno, non è fattibile, perché mancano i costi per le eventuali coperture.

Ma ciò non significa, ha precisato Giovannini, che “il governo non abbia allo studio delle ipotesi di ritocco della legge Fornero che potrebbero persino essere inserite nella prossima legge di stabilità o in un disegno di legge collegato che si occupi del tema lavoro a 360 gradi”.

Secondo il ministro Giovannini, “Le proposte di flessibilizzazione avrebbero l'effetto di aumentare il numero delle pensioni dal 2014, per un onere di diversi miliardi all'anno. Inoltre, la penalizzazione prevista nel caso di pensionamento anticipato non compenserebbe l'onere delle altre pensioni che lo stato dovrebbe pagare e costerebbe miliardi”.

Il Pd ha proposto l'uscita dal lavoro tra i 62 e i 70 anni, per chi ha almeno 35 anni di contributi, con penalizzazione per chi ha tra 62 e 65 anni, e un incentivo tra 67 e 70 anni. Ma tali proposte, ha detto il ministro, “sono incompatibili con il percorso di contenimento della spesa pensionistica e con la riduzione del costo del lavoro per aumentare la competitività e accelerare la ripresa”. Giovannini non chiude però la porta a forme di flessibilità e aggiunge che il governo “sta valutando proposte diverse da quelle suggerite in Parlamento, e che n ei prossimi giorni, anche in vista della presentazione della legge di Stabilità, ci saranno i necessari approfondimenti tecnici.

In particolare, i tecnici lavorano a un provvedimento per alcune categorie di esodati e anche per chi ha perso il lavoro dopo la scadenza del 31 dicembre 2011 ed è vicino all'età pensionabile, per trovare una soluzione a regime”.

Da risolvere anche i problemi della consistenza dell'assegno pensionistico degli attuali giovani, considerando che molti di loro entrano tardi nel mondo del lavoro, o hanno carriere discontinue, non avendo, quindi, la possibilità di poter raggiungere una pensione consistente.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il