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Pensioni vecchiaia e anzianità Governo Letta: cosa può ancora cambiare dopo discorso Giovannini

Flessibilità, rivalutazioni, età: cosa potrebbe cambiare per pensioni dopo annunci del ministro Giovannini



L’attuale riforma pensionistica, definita dall’ex ministro Fornero, non sarà stravolta, ma ciò non significa che non saranno pensate modifiche all’impianto: questo, in sostanza, il messaggio di ieri del ministro del Lavoro, Enrico Giovannini.

Il ministro ha spiegato che “Le proposte di legge sulla flessibilizzazione dell'età pensionabile avrebbero il prevedibile effetto di aumentare consistentemente il numero di pensioni dal 2014, determinando un onere di diversi miliardi di euro l'anno. L penalizzazione legata all'anticipo non sarebbe in grado di compensare il maggior onere.

Quindi tale formula appare incompatibile non solo con il percorso della Riforma delle pensioni ma anche con l'indirizzo del governo di voler ridurre il costo lavoro”. Il governo sta, dunque, valutando soluzioni diverse da quelle proposte dai singoli parlamentari.

Una soluzione finanziariamente sostenibile potrebbe anche consentire ad alcune categorie di esodati e a chi ha perso il lavoro dopo il 31 dicembre 2011 di trovare una soluzione a regime. Inoltre, il governo sta valutando una stretta sulle rivalutazione delle pensioni più elevate a partire dal 2015.

Se, infatti, nel 2014 non è prevista alcuna rivalutazione per le pensioni più pesanti rispetto all'inflazione per i redditi da pensione superiori a 6 volte il minimo, cioè circa 3.000 euro al mese, ci sarà invece rivalutazione piena per i trattamenti fino a tre volte al minimo, al 90% fra tre e cinque volte il minimo e il 75% fra cinque e sei volte. Ma la questione pensioni è strettamente collegata a quella degli esodati, per cui i sindacati chiedono di fare di più.

Secondo la Cgil, “La vicenda esodati non è affatto risolta e il sistema pensionistico prodotto dalla Legge Fornero è insostenibile per gli effetti devastanti che produce sul mercato del lavoro, oltre che sulla condizione delle persone”.

E sostiene che se è vero che la “Legge Fornero è socialmente insostenibile non si può liquidare il tema della flessibilità come non proponibile. Nel quadro dei risparmi prodotti dalla Legge Fornero ed eliminando distorsioni ed iniquità, è possibile rendere compatibile un intervento che restituisca al sistema flessibilità senza penalizzazioni, in rapporto con la realtà del mercato del lavoro e con le differenze profonde che esistono tra i diversi tipi di lavoro. Così come rendere credibile un futuro pensionistico per i giovani e per tutte le carriere fragili e discontinue”.

 


 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il