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Pensioni donne e uomini: cambiamenti possibili dopo discorso Ministro Giovannini

Quali saranno le modifiche alle pensioni possibili?



C’era chi aveva auspicato la partita si giocasse sul quel meccanismo di flessibilità proposto da Cesare Damiano, che avrebbe permesso al lavoratore di andare in pensione prima, a 62 anni, con 35 anni di contributi e un sistema di penalizzazioni e incentivi per ogni anno in cui si andrà in pensione, in anticipo e dopo rispetto all’attuale soglia dei 66 anni; e chi sperava fosse effettivamente stabilità una differenziazione di età per lasciare il lavoro per alcune categorie di lavoratori, donne comprese.

Ma il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, nel suo discorso di ieri ha affermato che l’impianto dell’attuale sistema pensionistico, voluto dall’ex ministro Fornero, non sarà stravolto, ma che comunque qualcosa si potrà fare, aprendo a modifiche possibile, soprattutto per esodati e per coloro che hanno perso il lavoro dopo il 31 dicembre 2011.

Il ministro ha spiegato che “Le proposte di legge sulla flessibilizzazione dell'età pensionabile avrebbero il prevedibile effetto di aumentare consistentemente il numero di pensioni dal 2014, determinando un onere di diversi miliardi di euro l'anno.

La penalizzazione legata all'anticipo non sarebbe in grado di compensare il maggior onere. Quindi tale formula appare incompatibile non solo con il percorso della Riforma delle pensioni ma anche con l'indirizzo del governo di voler ridurre il costo lavoro”. Il governo sta, dunque, valutando soluzioni diverse da quelle proposte dai singoli parlamentari.


 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il