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Pensioni Governo Letta ultime notizie: piano Giovannini in Legge di stabilità. Non tutto è sfumato

I cambiamenti alle pensioni proposte da Giovannini ma per Damiano e sindacati non bastano



Non ci saranno stravolgimenti all’attuale sistema pensionistico, voluto dall’ex ministro Fornero, che ha innalzato l’età pensionabile per tutti, ma ciò non significa che non vi saranno modifiche. Questo, in sostanza, quanto annunciato dal ministro del Lavoro, Enrico Giovannini.

Il ministro, infatti, ascoltato in audizione in Commissione lavoro alla Camera, ha spiegato che stravolgimenti della legge Fornero non ce ne potranno essere, che le varie proposte parlamentari, come quella di Cesare Damiano, che prevede una flessibilità nell'età di uscita dal lavoro con una penalizzazione dell'assegno, non è fattibile, a causa dei costi elevati e della mancanza di risorse, ma che comunque 'il governo lavora a ipotesi di modifica della legge Fornero che potrebbero persino essere inserite nella prossima legge di stabilità o in un disegno di legge collegato che si occupi del tema lavoro a 360 gradi'.

Le ipotesi di lavoro prevedono modifiche per quanto riguarda l'introduzione di un meccanismo di flessibilità nell'età in uscita, ma considerando che il sistema dell'età flessibile con penalizzazioni avanzato da Damiano, che prevede la possibilità per il lavoratore di lasciare il lavoro 62 anni, con 35 anni di contributi e una decurtazione dell'8% dell'assegno, non è sostenibile per i conti.

L'idea di Giovannini sarebbe quella del cosiddetto prestito pensionistico, meccanismo che permettere ad alcuni soggetti vicini all'età della pensione, ma che hanno perso il lavoro, di anticipare l'uscita ottenendo una somma pari al 70-80% della pensione.

Altro problema da risolvere è quello della consistenza dell'assegno pensionistico degli attuali giovani, considerando che molti di loro entrano tardi nel mondo del lavoro, e molti altri hanno carriere discontinue, che non permettono alla fine della propria vita lavorativa di poter avere una pensione sostanziosa.

Il ministro, in questo caso, pensa alla possibilità di rendere flessibili i versamenti all'Inps e magari compensare i periodi di disoccupazione aumentando volontariamente i versamenti nei periodi in cui si è impiegati.

Altra discussione riguarda la penalizzazione per i dipendenti pubblici che richiedono il pensionamento anticipato qualora abbiano usufruito, nel periodo lavorativo, di permessi per legge 104 o per la donazione di sangue. Secondo quanto affermato dal ministro Giovannini, i dipendenti che richiedono il pensionamento anticipato dovranno scegliere tra slittamento temporale o penalizzazioni per età inferiore a 62 anni.

E spiega: “Stiamo lavorando su due iniziative: un emendamento che elimina la penalizzazione per il permesso Avis, su cui il Governo ha già dato parere favorevole e un ulteriore emendamento che estenda l'esenzione anche ai dipendenti che si occupano di disabili in situazione di gravità”.

Il Presidente di AVIS Nazionale, Vincenzo Saturni, ha spiegato che “l’Associazione, d'intesa con le altre principali organizzazioni e federazioni dei donatori di sangue italiane, ha chiesto alle Istituzioni di intervenire in tempi rapidissimi per porre fine a una grave situazione che, penalizzando i donatori dal punto di vista pensionistico, non ne riconosceva il grande valore sociale e umano”.

Intanto per il presidente della Commissione Lavoro, Cesare Damiano, e i sindacati, sulle pensioni c’è ancora molto da fare e le ipotesi di lavoro avanzate dal ministro non bastano per risolvere una questione molto ampia.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il