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Sistri 2013: regole e punto situazione. Tra problemi, dubbi, proteste e richiesta di chiarimenti

Come funziona il Sistri e i dubbi ancora da chiarire



E’ ormai in vigore dal primo ottobre il Sistri, sistema telematico di tracciabilità dei rifiuti, per le aziende che producono rifiuti pericolosi e contano più 10 dipendenti e per le imprese di trasporto, trattamento e commercio di rifiuti, mentre la fase che riguarda le aziende che producono rifiuti non pericolosi dovrebbe scattare a marzo 2014.

Per tutti gli altri il sistema di tracciabilità entra in funzione il 3 marzo 2014, inclusi i professionisti che producono rifiuti pericolosi, come medici e veterinari, anche se i produttori di rifiuti possono comunque aderire al sistema su base volontaria.

Una circolare del ministero dell'Ambiente, ha specificato che ‘per i produttori iniziali di rifiuti pericolosi e per i Comuni e le imprese di trasporto dei rifiuti urbani del territorio della Regione Campania, il termine di avvio dell'operatività del Sistri è invece fissato al 3 marzo 2014, fatte salve eventuali proroghe necessarie per definire le opportune semplificazioni’.

Il Sistri prevede la necessità di misure volte a garantire il controllo e la tracciabilità dei (soli) rifiuti pericolosi, dal momento della loro produzione a quello della conseguente destinazione finale, e che il trasporto degli stessi debba essere corredato da un documento, in formato elettronico, che riporti tutti i dati appropriati e necessari.

Il presidente di Confindustria servizi innovativi e tecnologici, Ennio Lucarelli, e il Presidente di Assosoftware, Bonfiglio Mariotti, hanno chiesto, però, al Ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando, un intervento per alleggerire la posizione delle imprese, mentre Assoambiente e Federambiente hanno lamentato mancanza di chiarezza e di indicazioni per le aziende: il presidente di Fise Assoambiente, l'associazione di Confindustria che rappresenta le imprese private di gestione rifiuti, Monica Cerroni e il presidente di Federambiente Daniele Fortini osservano, in particolare, che non è chiaro il campo di applicazione, e cioè se i rifiuti urbani pericolosi ricadano nell'obbligo di tracciabilità del nuovo sistema oppure no.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il