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Legge Stabilità 2013-2014 Governo Letta: pensioni, esodati, reddito minimo, tasse, lavoro

Cosa potrebbe cambiare per pensioni e lavoro con nuova Legge di Stabilità?



Lavoro, tasse, taglio al cuneo fiscale, esodati, pensioni, Imu e non solo: Nella legge di Stabilità che il governo sta per varare ci saranno anche misure per Lampedusa, come annunciato dal presidente del Consiglio Enrico Letta.

Ma la Legge di stabilità avrà al centro misure per ridurre il costo del lavoro, e Letta ha annunciato anche un piano di dismissioni per tenere sotto controllo il debito pubblico e garantire la riduzione del carico fiscale sul lavoro. 

Dal Governo anche rassicurazioni sul rispetto del limite del 3% del deficit nel 2013 ; la legge di stabilità conterrà anche incentivi al lavoro indeterminato. Punto centrale in discussione, il taglio del cuneo fiscale e la possibilità di rendere più pesanti le buste paga dei lavoratori nel 2014.

Si pensa, poi ad inserire il reddito minimo, proposto dal ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, misura a sostegno di chi si trova in gravi difficoltà, inclusi coloro che hanno uno stipendio sotto la soglia di povertà, immigrati ed eventuali nuovi esodati.

Ancora tutto aperto su pensioni ed esodati: mentre il ministro Giovannini ha annunciato che la prossima Legge di Stabilità non conterrà alcuno stravolgimento all’attuale impianto del sistema previdenziale, respingendo le proposte di un’uscita più flessibile dal lavoro, come quella avanzata dal presidente della Commissione Lavoro, Cesare Damiano, che richiederebbe costi troppo alti a fronte di una mancanza di coperture, lascia comunque aperti spiragli di cambiamenti.

Ma le eventuali modifiche potrebbero toccare solo determinate categorie di lavoratori, come quelle di precoci e usuranti, che, per condizioni di lavoro, sono impossibilitati talvolta a raggiungere l’attuale soglia dei 66 anni per andare in pensione.

Si pensa, dunque, di inserire norme ad hoc per loro. E si pensa a cosa di potrebbe fare per non accrescere ulteriormente un esercito già folto. Nonostante, infatti, i 130mila già salvaguardati dall’ex governo Monti, sono ancora, secondo le stime, circa 250-300mila le persone che ancora rischiano di rimanere senzalavoro e senza pensione, segno che questa ‘urgenza sociale’, così come definita mesi fa, è ancora in corso.

E i sindacati spingono perché si riesca a trovare una volta per tutte una soluzione a questa situazione ingarbugliata.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il