Mutui variabili e fissi Ottobre 2013: tassi di interesse. Confronto. E a Gennaio 2014 ancora meglio

Andamento mutui: torna a correre il variabile



Nella scelta della tipologia del miglior mutuo da accendere oggi, sembra sia tornata, dopo un periodo di incertezza, la convenienza del mutuo a tasso variabile. Molti lo preferiscono perché si tratta di un finanziamento più abbordabile per chi non può garantire una grande stabilità finanziaria, con una rata iniziale più bassa rispetto ai mutui a tasso fisso.

Per questo, al momento, questa tipologia di mutui è la scelta migliore per quei lavoratori che non hanno un contratto a tempo indeterminato, per le partite Iva e per tutti quei lavoratori con contratti atipici.

Come riportato da CorrierEconomia, rispetto alla prima metà dell'anno, si è accentuata la differenza tra prestiti fissi e variabili per effetto della risalita dell'Eurirs, il parametro di indicizzazione dei fissi, cresciuto negli ultimi mesi di circa 40 centesimi di punto a fronte di una sostanziale stabilità dell'Euribor, l'indice dei variabili.

Basti pensare che, tra i cinque migliori mutui presenti sul sito mutuionline.it, il variabile a 20 anni è al 2,93% a fronte del 5,15% del fisso, il che, su una rata di 100 mila euro, significa una differenza di 119 euro, che sul trentennale diventa di 146 euro.

Gli ultimi dati resi noti da MutuiOnline (www.mutuionline.it), aggiornati ad agosto, mettono in evidenza che le erogazioni di mutui variabili con e senza cap hanno toccato il 67,8% del totale a fronte del 10,3% dei prodotti a tasso misto e del 21,9% del fisso.

Oltre la metà delle erogazioni (il 50,5%) avviene, poi, per finanziamenti di oltre 25 anni, mentre l'importo dei finanziamenti è in calo significativo: sono infatti scesi a poco meno di 122 mila euro a fronte dei 136 mila che si registravano due anni fa.

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di Marcello Tansini pubblicato il