BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni Governo Letta ultime notizie: sindacati e politici contro No modifiche Giovannini

Come cambiare l’attuale legge pensionistica? Le ipotesi del governo e reazioni sindacati



I sindacati non ci stanno e rilanciano sulla rivalutazione delle pensioni nel 2014 rispetto all'inflazione per i redditi da pensione superiori a 6 volte il minimo (circa 3.000 euro al mese), per cui il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, ha detto no.

Giovannini ha sottolineato che per gli importi tra tre e cinque volte il minimo (tra i 1.500 e i 2.500 euro al mese) ci sarà una rivalutazione pari al 90% rispetto all'inflazione mentre per gli importi tra i cinque e le sei volte il minimo la rivalutazione sarà al 75% dell'inflazione.

Oltre le sei volte il minimo, il ministro ha precisato che scatterà “una sterilizzazione per il 2014 mentre per gli anni successivi ci sarà di nuovo per le pensioni più alte una rivalutazione al 75%. Si sta comunque valutando un nuovo sistema di adeguamento all'inflazione per le pensioni più alte con risparmi da utilizzare in un'ottica di solidarietà”.

Lo stesso ministro del Lavoro Giovannini, ascoltato in audizione in Commissione lavoro alla Camera, ha poi spiegato che l’attuale sistema pensionistico non subirà stravolgimenti, ma “il governo ha allo studio delle ipotesi di ritocco della legge Fornero che potrebbero persino essere inserite nella prossima legge di stabilità o in un disegno di legge collegato che si occupi del tema lavoro a 360 gradi”.

Secondo il ministro Giovannini, le proposte di uscita anticipata dal lavoro tra i 62 e i 70 anni, “sono incompatibili con il percorso di contenimento della spesa pensionistica e con la riduzione del costo del lavoro per aumentare la competitività e accelerare la ripresa”.

Ma il ministro aggiunge che il governo “sta valutando proposte diverse da quelle suggerite in Parlamento, e che nei prossimi giorni, anche in vista della presentazione della legge di Stabilità, ci saranno i necessari approfondimenti tecnici.

I tecnici stanno, infatti, lavorando a un provvedimento per alcune categorie di esodati e anche per chi ha perso il lavoro dopo la scadenza del 31 dicembre 2011 ed è vicino all'età pensionabile, per trovare una soluzione a regime”.

Sulla questione esodati, è tornata a intervenire anche l'ex ministro Fornero, che ha suggerito che, per risolvere la questione, “potrebbe essere riformulato il contributo di solidarietà sulle pensioni alte.

Queste pensioni per la parte che non corrisponde ai contributi versati, potrebbero dare un contributo di solidarietà utilizzato per salvaguardare le persone più in difficoltà”.

Per Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro alla Camera dei deputati, la strada da percorrere è ancora molto lunga, e, soprattutto, l'esponente del Partito Democratico ritiene insufficienti le soluzioni avanzate “se vogliamo apportare significative correzioni al sistema pensionistico ed eliminare l'ingiustizia sociale rappresentata dai cosiddetti esodati e dall'assenza di gradualità nella riforma”.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il