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Esodati: Brunetta contro Giovannini. Trovare soluzione a lungo termina in Legge Stabilità 2013-2014

Necessità di chiudere la partita esodati: le richieste dei sindacati e preoccupazioni di Brunetta



Non una soluzione temporanea per tamponare e arginare la creazione di un nuovo esercito di esodati, ma un’ipotesi di lavoro che sia una soluzione a lungo termine per risolvere finalmente, una volta per tutte, la questione esodati. Questo quanto auspicato da forze politiche e sindacati.

Molti sperano che eventuali nuove norme che servano a sciogliere questo ingarbugliato nodo, che da mesi tiene sotto scacco il governo, possano arrivare con la nuova Legge di Stabilità.

Ma, a parte qualche accenno al reddito minimo anche per gli esodati, il premier Enrico Letta, nel suo discorso programmatico tenuto in occasione del voto di fiducia al governo, non ha illustrato particolari misure e novità volte alla tutela di un esercito composto, secondo le stime, da 250, 300mila persone che rischiano ancora di rimanere senza lavoro e senza pensione. E questa folta platea va ad aggiungersi ai 130mila già salvaguardati dall’ex governo Monti ma ai quali non è stata effettivamente erogata la pensione.

Di questi, solo 11mila circa hanno realmente ricevuto la tutela. E’, dunque, una questione ancora tutta aperta ma da risolvere in tempi brevi per evitare di creare una disagio ancor più forte di quello già esistente.

E, mentre è stata confermata la salvaguardia per i nuovi 6500 esclusi, che faranno parte dei licenziati individuali, il governo sta anche valutando, secondo quanto sostenuto dal ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, “soluzioni diverse da quelle proposte dai singoli parlamentari.

Una soluzione finanziariamente sostenibile potrebbe anche consentire ad alcune categorie di esodati e anche a chi ha perso il lavoro dopo il 31 dicembre 2011 di trovare una soluzione a regime”.

In realtà, “La vicenda esodati non è affatto risolta e il sistema pensionistico prodotto dalla Legge Fornero è insostenibile per gli effetti devastanti che produce sul mercato del lavoro, oltre che sulla condizione delle persone”, ha detto il segretario nazionale della Cgil, Vera Lamonica, che ha chiesto che “si apra finalmente un tavolo sulla previdenza che discuta di tutte le questioni aperte, dalle pensioni d’oro alla necessaria rivalutazione delle pensioni in essere, dalle modifiche da apportare alla riforma Fornero alla soluzione definitiva per gli esodati”.

E' intervenuto in merito anche il capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta.  Che ha espresso “Grande preoccupazione per le dichiarazioni del ministro Giovannini in audizione in Commissione Lavoro della Camera: vuole togliere a chi lavora e ha lavorato tutta una vita (impiegati, lavoratori autonomi e pensionati) e dare a chi non lavora e non vuole lavorare (reddito di inserimento).

Questo che significa l'aver detto che nel 2014 non ci sarà l'adeguamento al costo della vita per le pensioni oltre 6 volte il minimo (circa 3.000 euro lordi) e che i risparmi saranno destinati '' in un'ottica di solidarietà. Sena considerare poi che i provvedimenti dello scorso anno del ministro tecnico Fornero hanno prodotto più costi che benefici. Si pensi al problema degli esodati e all'aumento della disoccupazione, soprattutto giovanile, nel 2012, con effetto trascinamento anche nel 2013”.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il