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Pensioni Governo Letta ultime notizie tra speranze e delusioni. Il punto della situazione

Nessuno stravolgimento ma possibili modifiche a legge pensionistica attuale: cosa ci si aspetta



Si parla da mesi di controriforma e modifiche all’attuale sistema pensionistico pensato e voluto dall’ex ministro Fornero, che ha innalzato l’età pensionabile per tutti, dando vita a non pochi problemi e creando non poche disparità, come quella fra uomini e donne o con lavoratori precoci ed usuranti.

Dopo le tante promesse e gli annunci che si sono susseguiti nel corso di questi mesi da parte del governo, si sperava interventi arrivassero nella prossima legge di Stabilità, ma il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, qualche giorno fa ha spento ogni entusiasmo in merito.

Ascoltato in audizione in Commissione lavoro alla Camera, il ministro ha infatti annunciato che non sarà stravolto l’impianto dell’attuale sistema pensionistico, che garantirà da qui al 2021 ben 93 miliardi di euro di risparmi, ha spiegato che non potranno essere approvate le varie proposte parlamentari, come quella Damiano, che prevedono una flessibilità nell'età di uscita dal lavoro con una penalizzazione dell'assegno, perchè mancano i costi per le eventuali coperture, ma ha anche detto che il governo ha, comunque allo studio delle “ipotesi di ritocco della legge Fornero che potrebbero persino essere inserite nella prossima legge di stabilità o in un disegno di legge collegato che si occupi del tema lavoro a 360 gradi”.

Secondo il ministro Giovannini, “Le proposte di flessibilizzazione sono incompatibili con il percorso di contenimento della spesa pensionistica e con la riduzione del costo del lavoro per aumentare la competitività e accelerare la ripresa”, ma ha aperto alla possibilità di provvedimenti per alcune categorie di esodati e anche per chi ha perso il lavoro dopo la scadenza del 31 dicembre 2011 ed è vicino all'età pensionabile, per trovare una soluzione a regime”.

C’è chi chiede, in questo senso, norme ad hoc, possibilmente da inserire nella prossima Legge di Stabilità, e che riguardino persone che o per aver iniziato a lavorare prestissimo, come nel caso dei precoci, o perché svolgono lavori molto pesanti, non possono mantenere la loro vita lavorativa fino all’attuale soglia dei 66 anni.

Come auspicato da sindacati e più volte ribadito dal presidente della Commissione Lavoro, Cesare Damiano, si preme perché il governo intervenga in merito alle pensioni entro i tempi di presentazione della Legge di Stabilità.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il