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Sistri: problemi continuano. Situazione sempre più complessa. Proteste e richieste aziende

Continua ancora il caos Sistri: la situazione



Nonostante il Senato abbia approvato il decreto legge sulla Pubblica  Amministrazione che contiene tra le misure approvate anche novità per quanto riguarda il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, sono ancora molti i dubbi e i chiarimenti che le associazioni chiedono al Ministero.

In vigore dal primo ottobre, il Sistri, sistema di tracciabilità dei rifiuti, per enti e imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale o che effettuano trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti pericolosi, inclusi i nuovi produttori, prevede la necessità di misure volte a garantire il controllo e la tracciabilità dei rifiuti pericolosi, dal momento della loro produzione a quello della conseguente destinazione finale, e che il trasporto degli stessi debba essere corredato da un documento, in formato elettronico, che riporti tutti i dati appropriati e necessari.

Il Sistri è in vigore dal primo ottobre per i produttori di rifiuti pericolosi con più di dieci dipendenti e per gli enti e le imprese che gestiscono rifiuti pericolosi, mentre per tutte le altre imprese l'avvio del sistema è fissato per il 3 marzo 2014.

Sono esclusi i trasportatori di rifiuti urbani e i liberi professionisti, mentre l'obbligo è solamente rinviato per i trasportatori di propri rifiuti pericolosi. Più che uno strumento a salvaguardia della legalità, il Sistri si è rivelato un ostacolo per le imprese che operano onestamente e che si ritrovano nella morsa di una procedura troppo lenta e complessa.

Assoambiente e Federambiente lamentano ancora la mancanza di chiarezza e di indicazioni per le aziende e il timore per le sanzioni e hanno scritto al ministro dell’Ambiente Orlando perché “Sospenda il sistema che ci sta mettendo in ginocchio”.

Da quando è entrato in funzione, spiegano, che “gli operatori sono sottoposti ad un’odissea quotidiana che prevede appunto il tracciamento elettronico dei rifiuti da raccogliere, tanto che in molti casi i rifiuti rimangono a terra, perchè si preferisce rinunciare piuttosto che addentrarsi in una serie di lentezze burocratiche.

Senza considerare che molte carte Sim presenti nelle Black box sono state disattivate e svariate Usb non risultano funzionanti”. La protesta degli imprenditori è arrivata anche su Facebook, con il gruppo ‘Sistri: che fare?’ sostenuto da oltre 1.100 membri, esasperati dagli intoppi del sistema ideato dalla Selex e varato dopo una decina di false partenze lo scorso primo ottobre a beneficio dei 17mila operatori che trattano rifiuti pericolosi.

Andrea Panzieri responsabile del servizio Ambiente di Confartigianato Pesaro, ha spiegato che “Sono diminuite del 40% le consegne dei rifiuti pericolosi agli impianti di gestione a causa dei malfunzionamenti tecnici e tecnologici, dalla lunghezza esasperante delle operazioni da svolgere e dalle difficoltà delle imprese ad aggiornare i dispositivi elettronici.

E non di poco conto, inoltre è emersa anche l’impossibilità di risolvere le problematiche riscontrate attraverso il call-center del Sistri. Tutto ciò a discapito dell’attività delle imprese e soprattutto di una corretta gestione dei rifiuti”.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il