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Legge di stabilità 2013: detrazioni ridotte per mutui, agevolazioni e tasse più alte senza copertura

Rischio tagli deduzioni ed esenzioni il prossimo anno: cosa colpiranno



La nuova Legge di stabilità 2013-2014 prevede, tra le novità, il ritocco all'insù della tassazione sulle rendite finanziarie e l'innalzamento delle imposte di bollo da pagare sui depositi di titoli.

Dal prossimo 2014, infatti, l'aliquota sui redditi di natura finanziaria, e cioè dividendi, interessi e tutti i rendimenti, su azioni, obbligazioni, fondi, polizze vita, conti deposito, pronti contro termini e così via, salirà dall'attuale 20 al 22%, ma continueranno a beneficiare di una tassazione agevolata del 12,5% i rendimenti sui titoli di Stato.

Esclusi, dunque, dalla nuova tassazione i Btp. Costerà di più anche possedere un deposito di titoli: in questo caso, l'imposta di bollo, quella cioè che si paga sulle comunicazioni periodiche inviate dalle banche, sempre dal 2014, salirà allo 0,165% dallo 0,15%.

Ma non solo: dietro la decisione di una riduzione delle detrazioni Irpef del 19% già con la dichiarazione dei redditi del prossimo giugno e un taglio ancor più drastico dei bonus fiscali, 3 miliardi nel 2015, 7 nel 2016 e 10 dal 2017 in poi, il rischio potrebbe essere il pagamento più alto di interessi sui mutui, spese scolastiche, universitarie.

Inoltre, la nuova Legge di Stabilità prevede che entro il prossimo 31 marzo, tutti gli sconti e le agevolazioni fiscali, quindi detrazioni, ma anche deduzioni, bonus ed esenzioni, siano tagliati per assicurare un risparmio di altri 3 miliardi nel 2015, che dovranno salire a 7 l’anno dopo e a 10 miliardi nel 2016.

Parte dei soldi necessari a coprire la Legge di Stabilità dovrebbero, infatti, arrivare, secondo quanto si legge nel testo, da una razionalizzazione dei regimi di agevolazione fiscale, razionalizzazione che sarà fatta entro il prossimo 31 gennaio.

E se entro la fine di gennaio il taglio selettivo delle agevolazioni fiscali non sarà stato possibile, allora tutte le detrazioni al 19% passeranno al 18% e poi al 17% nel 2015 e la sforbiciata, come accennato, sarà valida a partire dai redditi del 2013, retroattiva per essere incassata subito con le dichiarazioni del 2014.

. L'offerta di mutui sia a tasso fisso che variabile a Aprile 2016 si fa molto interessante. Grazie alla discesa mese su mese dei prezzi degli immobili nelle grandi città, ma soprattutto nei piccoli centri, e grazie ai tassi praticamente prossimi allo zero oggi accendere un mutuo è estremamente conveniente. In questa analisi abbiamo analizzato le migliori offerte proposte dai principali istituti.

Fisso o variabile? Questo è l'eterno dilemma... In breve in questa particolare fase storica chi ha la possibilità di aprire un mutuo da estinguere in 10 anni quasi sicuramente la scelta del tasso variabile può essere quella più azzeccata, infatti attualmente i tassi sono molto bassi e le prospettive per i prossimi anni non fanno intravedere una loro risalita e poi grazie alla portabilità è sempre possibile, qualora i tassi aumentino, ricontrattare il mutuo con la stessa banca o con un altro istituto al fine di ottenere una proposto di nuovo vantaggiosa.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il